
Le campane tibetane sono oggetti particolari e piuttosto difficili da trovare utilizzati nei monasteri per riprodurre il suono dell'OM originario. Il loro utilizzo è però prettamente magico e consente all'operatore che ne conosca le corrette modalità di impiego di creare una bolla energetica intorno a sé all'interno della quale eseguire il rituale con una adeguata protezione e una maggiore efficacia nell'indirizzare le energie sottili in gioco.
All'apparenza sono ciotole in una lega di 7 metalli, dotate però di un'armonia di forme e proporzioni che consentono, "suonandole", di estrarre un suono mistico che deriva dalla loro frequenza di vibrazione. Facendole suonare in corrispondenza dei diversi chakra sono in grado di riequilibrare e di riportare in armonia le eventuali dissintonie dei punti energetici.
Per suonarle occorre far scorrere l'apposito batacchio di legno lungo il bordo esterno esercitando una certa pressione e tenendo preferibilmente la ciotola sulla punta delle dita per consentire la massima libertà di vibrazione. Le dimensioni e lo spessore determinano il tipo di sonorità della campana, per cui possono essere ottenuti dei suoni acuti o al contrario dei suoni molto profondi; ogni campana possiede perciò un suono peculiare diverso dalle tutte le altre.
Possono essere ottenuti degli effetti particolari aggiungendo un dito d'acqua sul fondo della ciotola.