Sekmet, la dea leonessa, significa “la Potente”, e ha nel suo nome la stessa radice dello scettro Sekhem. Compone la triade di Menfi: Ptah - Sekhmet - Nefertum. Ptah è il creatore delle cose buone, Sekhmet è la distruttrice delle cose cattive, Nefertum è la riaffermazione, la ricostruzione di ciò che è buono. I suoi significati sono quindi:
Ptah = la formazione e la composizione
Sekhmet = la dissociazione e la scomposizione
Nefertum = la reintegrazione, la riedificazione, la ricomposizione.
Sekhmet è la distruzione di ciò che non può durare, che non ha stabilità, in questo senso è il Tempo che divora tutto quanto gli appartiene. Secondo il mito, Ra deluso del comportamento del genere umano, mandò Sekhmet a punirlo, ma essa continuò a distruggere gli uomini senza che nessuno potesse fermarla. Allora Ra, mosso a compassione, fece inondare i campi di birra mescolata con una sostanza rossa che le dava la sembianza di sangue; Sekhmet bevve, si addormentò e cessò di distruggere il genere umano...
E’ connessa con kundalini, la potenza solare che, attraversando la spina dorsale (Djed) porta l’illuminazione.