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I PENDOLI

Iniziamo la nostra "esplorazione" della radiestesia con lo strumento principe di questa arte: il pendolino.

Il pendolino può essere qualsiasi oggetto sospeso ad un filo (un anello, un tappo di sughero o qualunque altra cosa), ma vedremo che esistono pendoli specializzati e particolari che possono aumentare le performance della nostra analisi.

 

L'introduzione alle basi della radiestesia che proponiamo con il pendolo è strutturata in brevi capitoli, per lo più sotto forma di domande e risposte. Ci auguriamo che questi piccoli spunti siano utili a chi, all'inizio di questa appassionante arte, non sa esattamente da dove iniziare e abbia quindi qualche strumento in più per praticare e diffondere la meravigliosa "magia" del pendolo...  

Indice

Come si interpreta il movimento del pendolo?

Il pendolino si muove in modo autonomo?

Come si impugna il pendolino?

 

 

Quale pendolino scegliere?

Il testimone

L'atteggiamento mentale

Qualche esercizio

 

COME SI INTERPRETA IL MOVIMENTO DEL PENDOLO?    

In base ad un codice arbitrario e predeterminato il radiestesista interpreta il movimento del suo strumento; potrà ad esempio stabilire che la rotazione oraria del pendolino significa SI, quella antioraria significa NO, e anche aggiungere altri significati agli altri possibili movimenti (oscillazione avanti-indietro, oscillazione destra-sinistra, immobilizzazione del pendolino).

Questa attribuzione di significati ai movimenti del pendolo è un esempio e ciascuno potrà decidere liberamente l’associazione movimento/significato. L’importante è che una volta stabilito un codice questo sia mantenuto una volta per tutte e che sia chiaro e inequivocabile per l’operatore.

Anche l’intensità del movimento può assumere un significato, ad esempio rotazione oraria netta e decisa = SI certo, rotazione oraria debole o ovalizzata = SI incerto.

E' IL PENDOLINO CHE SI MUOVE IN MODO AUTONOMO?

Assolutamente NO. Se sospendiamo un pendolino ad un supporto fisso non si otterrà alcun movimento. E’ ovvio che è l’operatore a indurre il movimento. Quello che è meno ovvio è che questo processo è inconscio, per cui quello che succede in realtà è che lo strumento amplifica un movimento involontario e inconsapevole dell’operatore facendo emergere una percezione che normalmente non verrebbe alla coscienza. Questo toglie validità alla radiestesia? No, perché comunque funziona, anche per rispondere su argomenti che l’operatore non conosce, per ritrovare oggetti perduti, per ottenere indicazioni che si dimostrano valide, veritiere e attendibili, e anche se ancora non sappiamo spiegarci il meccanismo. Si può supporre che un atteggiamento mentale corretto (vedi dopo) ci consenta di superare la barriera del razionale per andare ad attingere nell’immenso serbatoio dell’inconscio, anche quello collettivo, per ottenere informazioni non note. Il pendolo “amplifica” questa percezione trasformandola in un impulso neuro-muscolare, che si traduce nel significato che noi stessi abbiamo attribuito.


COME SI IMPUGNA IL PENDOLINO?

Innanzitutto con la mano destra se si è destri e con la sinistra se si è mancini. Sembra una banalità ma non lo è se pensiamo che ci sono degli esercizi in cui per aumentare la sensibilità globale le mani dovranno essere invertite.

 

 

Si stringe la cordicella di sospensione fra pollice e indice, cercando di tenere la mano e il braccio il più morbidi possibile. Ricordiamo che si tratta del senso del tatto, quindi qualsiasi contrazione muscolare, anche piccola o involontaria, può essere controproducente. A questo scopo un buon esercizio è quello di muoversi per la stanza con il pendolino in mano, senza preoccuparsi dei suoi eventuali movimenti, girare intorno agli oggetti, a una sedia etc., semplicemente per imparare a tenere il pendolino in mano con scioltezza e senza contrazioni muscolari.

Solitamente l’analisi radiestesica si fa da seduti; i gomiti non devono essere appoggiati al tavolo e si deve assumere una posizione comoda e rilassata.

 

Per determinare la lunghezza migliore della cordicella di sospensione (cioè a quale distanza dal pendolo devono trovarsi pollice e indice) conviene fare una prima prova: si prenda una carta da gioco (ad es. il sette di cuori) e la si ponga sul tavolo con il pendolo sospeso a circa 1 cm di distanza. Quindi mentalmente o ad alta voce si chiede “la carta sotto il pendolo è il 7 di cuori?”. La risposta naturalmente è SI e il pendolo dovrà muoversi secondo il codice che abbiamo prestabilito per il SI (ad es. girerà in senso orario). Ripetiamo la stessa operazione tenendo la cordicella a diverse altezze e verifichiamo qual è quella che ci restituisce il movimento più netto, pulito e deciso. Personalmente tengo la cordicella molto corta, a circa 0.5-1 cm dalla sommità del pendolo, ma mediamente si opta per una distanza che va dai 2 ai 7 cm. La questione è assolutamente personale, e si vedrà col tempo che la lunghezza più adatta può variare anche a seconda del tipo di pendolo utilizzato.

QUALE PENDOLINO SCEGLIERE?

Qualsiasi oggetto sospeso ad una cordicella può fungere da pendolo, quindi anche un tappo di sughero attaccato ad un filo; è ovvio però che le “prestazioni” dello strumento variano anche a seconda delle sue caratteristiche fisiche (peso e forma principalmente e secondariamente il materiale di cui è fatto).

In linea generale

  • più il pendolo è leggero più è “facile” (adatto ai principianti perché reagisce al minimo movimento), ma perde in precisione;

  • più il pendolo è pesante più è preciso (adatto a chi è più esperto), ma tende a muoversi con maggiore difficoltà (ovvero reagisce sotto un impulso neuro-muscolare più deciso).

Le forme a punta sono più reattive di quelle sferiche o cilindriche, indicate per certi tipi di ricerca che non trattiamo qui.

Tutti i materiali vanno bene (legno, metallo, cristallo) ad esclusione della plastica che va evitata, anche e soprattutto per la cordicella di sospensione (no fili di nylon). Le differenze tra un materiale e l’altro diventano importanti nella radiestesia più avanzata, come pure l’eventuale colore del pendolo.

 

Un pendolo molto particolare: il pendolo egiziano o pendolo di Thot

IL TESTIMONE

Quando si affronta un’analisi radiestesica si utilizza di norma un “testimone”, ovvero un oggetto, un biglietto scritto, una fotografia, o qualunque altro oggetto che abbia attinenza con la cosa ricercata. Se ho perso le chiavi di casa posso fare un loro schizzo su un foglio di carta, unire il portachiavi a cui di solito erano attaccate, scrivere in stampatello su un foglio “chiavi di casa di (nome del proprietario) di via (indirizzo della casa)”. Se voglio conoscere qualcosa di una persona posso scrivere su un foglietto nome, cognome, indirizzo e data di nascita, oppure utilizzare una sua foto.

Il testimone è un aiuto molto importante nella ricerca perché aiuta la mente a sintonizzarsi sull’emissione di quel particolare oggetto o persona. Tuttavia è possibile servirsi anche solo del pensiero e della visualizzazione; se sto cercando un colore posso passare mentalmente in rassegna i colori possibili e osservare su quale il pendolo reagisce positivamente. Questo secondo metodo è però molto più difficile.

NOTA: un testimone scritto su carta (usate sempre fogli bianchi e inchiostro nero) assumono la completa vibrazione di ciò che significano dopo circa tre giorni di “invecchiamento” (esistono sistemi per accelerare questo processo, come ad esempio l’uso del decagono, ma non ne parleremo qui poiché l’argomento è lungo e complesso e rientra nell’ambito della Radionica). Preparatevi quindi i testimoni con un certo anticipo in modo da essere certi che siano validi da un punto di vista emissivo e vibrazionale.

L'ATTEGGIAMENTO MENTALE

L’individuazione del testimone più adatto non è sufficiente, ma va affiancata al corretto orientamento mentale. L’operatore deve avere in mente soltanto l’oggetto della sua ricerca, evitando pensieri parassiti che sicuramente la influenzerebbero. E’ quindi di fondamentale importanza trovare un momento di calma, senza il pensiero di impegni successivi o di preoccupazioni di altro genere (devo andare all’appuntamento, ho la spesa da fare, tra mezz’ora devo fare una telefonata…). Più ci si concentra sull’oggetto della ricerca più le risposte del pendolo saranno nette e decise. Per facilitare la concentrazione, che deve in realtà essere un pensiero costante ma senza sforzo, si può osservare per qualche istante il testimone ripetendosi mentalmente l’obiettivo della ricerca.

Non supponete il risultato, non cercate di indovinare: il pendolo è estremamente sensibile al pensiero e si muoverà inevitabilmente nel senso che state pensando, RIMANETE SPETTATORI PASSIVI del suo movimento. Questa è la parte più difficile e questo è il motivo per cui fare una ricerca per se stessi su un argomento sul quale siamo emotivamente carichi presenta notevoli difficoltà.

La presenza di terze persone può produrre false risposte per lo stesso motivo. L’operatore deve essere passivo durante la ricerca, e se lo è diventa molto facilmente influenzabile anche dal pensiero di chi è presente e che, volontariamente o inconsapevolmente, “pensa” al risultato che immagina debba venire. Fate la prova!!

QUALCHE ESERCIZIO

L’unico modo per acquisire una capacità radiestesica è l’esercizio. Allenatevi con costanza, anche solo 15-20 minuti al giorno, ma tutti i giorni.

 

Esercizi sul conosciuto

Non saltateli. Sembrano banali e vi sentirete forse un po’ ridicoli nel farli ma sono FONDAMENTALI per attivare il codice percezione/movimento neuro-muscolare. Passate agli esercizi successivi soltanto quando con questi esercizi le risposte saranno decise, veloci e senza tentennamenti.

 

 

Esercizio 1

Prendete due carte da gioco uguali (ad es. due Re di Picche)

Mettete una delle due carte sul tavolo, scoperta (carta 1)

Mettete l’altra a fianco, scoperta, sul lato sinistro (carta 2). Sul lato destro se siete mancini.

Sospendete il pendolino sopra la carta 1 e toccate con l’indice sinistro la carta 2, guardandola.

Ponete il quesito (mentalmente o ad alta voce): “C’è corrispondenza fra queste due carte?”

La risposta naturalmente è SI, e il pendolo dovrà muoversi girando in senso orario. Non stimolate voi il movimento, ma rimanete spettatori.

Ripetete diverse volte, fino a quando il movimento del pendolo sarà netto e immediato.

 

Esercizio 2

Mettete la carta 1 sul tavolo, scoperta

Mettete la carta 2 a fianco, scoperta, sul lato sinistro.

Sospendete il pendolino sopra la carta 1 e guardate la carta 2, senza toccarla.

Ponete il quesito (mentalmente o ad alta voce): “C’è corrispondenza fra queste due carte?”

Il pendolo dovrà girare in senso orario.

Ripetete gli esercizi 1 e 2 con la carta 2 coperta.

 

Esercizio 3

Ritagliate dei foglietti di carta colorata, due per colore, di almeno 5 colori diversi.

Disponete la prima serie di foglietti davanti a voi e tenete nella mano sinistra uno dei foglietti della seconda serie (di cui conoscete il colore). Spostate il pendolo successivamente sui foglietti della prima serie: dovrà girare in senso antiorario su tutti i foglietti tranne che su quello di cui avete in mano il testimone.

Ripetete più volte, anche con altri colori come testimoni.

Sull’esempio di questi potrete naturalmente moltiplicare gli esercizi possibili, dando libero sfogo alla vostra creatività…

 

Esercizi sullo sconosciuto

Quando sarete ferratissimi negli esercizi sul conosciuto potrete passare agli esercizi più interessanti sullo sconosciuto. Mettete in conto numerosi sbagli, non preoccupatevi perché è assolutamente normale e soprattutto NON SCORAGGIATEVI. Anche un esercizio non riuscito ha una sua importantissima valenza.

 

Esercizio 4

Riprendiamo l’esercizio con i foglietti colorati (esercizio 3), ma questa volta non conoscerete il colore testimone (mescolate i foglietti sotto il tavolo e sceglietelo senza guardare, oppure fatelo scegliere da qualcun altro, che però non dovrà assistere all’esercizio per non influenzarvi).

Ripetete più e più volte, fino a quando non riuscirete ad individuare il colore giusto.

Non pensate al movimento del pendolo ma cercate di percepire se e cosa succede sui polpastrelli delle dita che tengono la cordicella. E’ probabile che quando sarete sul colore giusto sentirete un appesantimento del pendolo, anche se minimo e quasi impercettibile. Concentratevi sulle piccole percezioni che avrete sulle dita passando sui diversi colori e non preoccupatevi se all’inizio il pendolo non si muove o quasi.

 

Esercizio 5

Prendete 3 coppie di carte da gioco uguali (es. due Re di Picche, due 7 di quadri, due Assi di fiori).

Mescolate i due mazzetti separatamente, disponete le carte del mazzo 1 coperte sul tavolo e scegliete una carta dal mazzo 2. Scopritela, guardatela per qualche istante, toccatela e con il pendolo passate in rassegna le tre carte coperte chiedendo la “corrispondenza”.

Le varianti a questo esercizio sono infinite: scegliere una carta dal mazzo 2 e lasciarla coperta, scoprire tutte le carte del mazzo 2 e cercare di individuare le corrispondenti coperte del mazzo 1 solo guardandole.

E naturalmente, col tempo, aumentare il numero di carte.

 

Esercizio 6

Provate con degli oggetti reali: prendete due bicchieri d’acqua uguali e sciogliete nel primo un cucchiaino di zucchero e nell’altro un cucchiaino di sale. Pensate al sale, tenete in mano un foglietto con scritto SALE o toccate del sale, e cercate di individuare il bicchiere con l’acqua salata.

 

Esercizio 7

Scoprite il tempo che farà. Scegliete un posto e abbiate ben chiaro in mente che fate l’analisi per quel determinato luogo e per un determinato momento (ad es. lunedì della prossima settimana). Scegliete un momento distante nel tempo in modo da non farvi influenzare dalle previsioni meteo ufficiali.

Scegliete un luogo per il quale potete verificare la vostra previsione (dove abitate voi o dove abita qualcuno che potrà dirvelo).

Preparate dei foglietti testimone con le possibili condizioni climatiche (nuvoloso, sole, pioggia, vento etc.) e usate il pendolo per individuare quello corretto.

Anche nel caso degli esercizi sullo sconosciuto potrete inventare moltissime opportunità di allenamento.

 

Conclusioni

Non caricate emotivamente di significato l’esercizio: l’ansia di riuscire è controproducente, considerate l’esercizio come tale e cioè come modo per affinare la vostra sensibilità e non per avere necessariamente la risposta giusta, almeno per il momento. Lo ripeto, anche un esercizio non riuscito vi insegnerà col tempo l’atteggiamento mentale corretto e la corretta trasmissione dell’impulso dall’inconscio alle vostre dita.

 

BUON LAVORO!!!

 

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