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			<title><![CDATA[Orgoniti]]></title>
			<author><![CDATA[paolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Benessere_energetico"><![CDATA[Benessere energetico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><span class="fs12lh1-5">In un mondo che sembra non conoscere più il silenzio — saturo com’è di stimoli, di frequenze che si accavallano e di campi elettromagnetici che attraversano le nostre giornate senza chiedere permesso — cresce, quasi come una forma di resistenza gentile, il bisogno di strumenti capaci di ristabilire una qualche forma di equilibrio. O, più modestamente, di coerenza.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">È in questo spazio sospeso che si inseriscono le <strong data-start="508" data-end="520">orgoniti</strong>, oggetti che, a metà strada tra materiali all'avanguardia e una tradizione spirituale che affonda le sue radici in una visione più sottile dell’energia, provano a tenere insieme mondi apparentemente lontani. Non semplici decorazioni, dunque, ma dispositivi passivi costruiti secondo una logica precisa, che sempre più persone scelgono di integrare nella propria quotidianità, quasi fossero piccoli strumenti discreti per migliorare la qualità dell’ambiente — e, forse, anche del proprio stato interiore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> <div><strong data-start="1034" data-end="1084" class="fs12lh1-5">Una struttura studiata: il principio alla base</strong></div> <div><span class="fs12lh1-5">Se si osserva da vicino una orgonite, dietro la sua apparente semplicità si scopre un equilibrio di elementi tutt’altro che casuale. Ogni dispositivo è composto da tre ingredienti fondamentali che, proprio nella loro interazione, trovano il senso dell’insieme.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">Da un lato vi è la <strong data-start="1443" data-end="1462">resina organica</strong>, che durante il processo di polimerizzazione si contrae progressivamente, esercitando una pressione costante su ciò che ingloba. Accanto ad essa troviamo il <strong data-start="1620" data-end="1631">metallo</strong>, materiale altamente conduttivo che, per sua natura, tende a riflettere e riorganizzare i campi energetici circostanti. Infine, il <strong data-start="1763" data-end="1776">cristallo</strong>, generalmente quarzo, che la fisica descrive per le sue proprietà piezoelettriche: la capacità, cioè, di generare una carica elettrica quando sottoposto a pressione.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">È proprio da questa triade che nasce un sistema dinamico, in cui la resina comprime, il cristallo risponde e il metallo redistribuisce. Dal punto di vista tecnico — e senza forzature interpretative — si tratta di una struttura che non si limita a “contenere” l’energia, ma piuttosto la riorganizza, cercando di renderla più coerente, meno frammentata.</span></div> <div><br></div> <div><span class="fs12lh1-5">Se ci si sposta dal laboratorio alla vita quotidiana, il discorso cambia tono ma non sostanza. Viviamo infatti immersi in un campo elettromagnetico sempre più denso: Wi-Fi, smartphone, reti invisibili, dispositivi che dialogano tra loro ininterrottamente. Un rumore di fondo che, pur restando spesso impercettibile, sembra comunque lasciare tracce sul nostro equilibrio psicofisico.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">In questo contesto, le orgoniti vengono spesso utilizzate con l’intento di restituire una percezione più armonica degli spazi. Chi le utilizza riferisce, con una certa frequenza, una riduzione della sensazione di sovraccarico, una maggiore facilità di concentrazione, talvolta persino un riposo più profondo.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">Non si parla, in senso stretto, di schermatura elettromagnetica. Piuttosto, di una sorta di riorganizzazione qualitativa della percezione del campo: come se il caos non venisse eliminato, ma reso più leggibile, meno aggressivo.</span></div> <div><br></div> <div><span class="fs12lh1-5">Il discorso si fa ancora più personale quando si decide di indossarla l'orgonite. Qui non è più soltanto un oggetto ambientale, ma qualcosa che entra in relazione diretta con il campo bioenergetico umano. </span><span class="fs12lh1-5">Il corpo, del resto, è un sistema elettrochimico estremamente sensibile, costantemente impegnato a mantenere un proprio equilibrio interno. Inserire un’orgonite in prossimità del corpo significa, secondo questa visione, introdurre un punto di coerenza aggiuntivo, una sorta di riferimento stabile all’interno di un sistema in continua oscillazione.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">Gli effetti più frequentemente riportati includono una maggiore centratura mentale, una sensazione di minore dispersione, un senso di protezione più marcato e una certa stabilità nei momenti di stress o affaticamento. Come se, in qualche modo, si disponesse di un piccolo “ancoraggio” invisibile, capace di riportare ordine quando tutto tende a frammentarsi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> <div><span class="fs12lh1-5">E' tuttavia necessario un chiarimento importante. Le orgoniti, infatti, non funzionano come gabbie di Faraday e non hanno lo scopo di eliminare le onde elettromagnetiche. Qualsiasi lettura in tal senso sarebbe, tecnicamente, una semplificazione fuorviante.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">Il loro intervento, semmai, si colloca su un piano differente: non sulla quantità delle frequenze, ma sulla loro qualità percepita. Le onde restano, ma cambia — secondo chi le utilizza — il modo in cui esse interagiscono con il sistema umano. Ed è forse questo a spiegare perché molte persone riferiscano benefici anche in assenza di variazioni misurabili con strumenti tradizionali. </span></div> <div><span class="fs12lh1-5">Quando si affronta il tema del </span><em data-start="5269" data-end="5312" class="fs12lh1-5">raggio d’azione</em><span class="fs12lh1-5">, si entra in un territorio meno lineare, dove la geometria lascia spazio alla risonanza. Non si tratta infatti soltanto di misurare metri o perimetri, quanto piuttosto di comprendere come un oggetto possa influenzare qualitativamente lo spazio che lo circonda.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">In linea generale, i piccoli dispositivi sembrano agire sullo spazio personale, nell’ordine di uno o due metri, mentre oggetti più grandi possono estendere la loro influenza a un’intera stanza. Ma il punto, in realtà, è un altro: non è solo la distanza a contare, quanto la capacità di creare una sorta di “intonazione” dell’ambiente. Non si tratta di coprire lo spazio, bensì di accordarlo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> <div><strong data-start="5975" data-end="5996" class="fs12lh1-5">Perché funzionano</strong></div> <div><span class="fs12lh1-5">Alla domanda <em data-start="6011" data-end="6030">Perché funzionano</em>, si possono dare due livelli di risposta, entrambi legittimi nella loro prospettiva.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">Da un lato vi è il livello fisico: materiali reali, proprietà note come la piezoelettricità, la conduzione dei metalli, la pressione esercitata dalla resina. Dall’altro lato si colloca un livello più sottile, in cui l’interazione con i campi energetici e con la percezione umana sembra generare un effetto di risonanza, tanto nell’ambiente quanto nel sistema nervoso. </span><span class="fs12lh1-5">È proprio nell’incontro — non sempre facile da definire, ma spesso percepibile — tra questi due piani che nasce l’esperienza dell’orgonite.</span></div><div><span data-start="6636" data-end="6681" class="fs12lh1-5">E' importante i</span><span class="fs12lh1-5">nfine, sottolineare l'importanza della pulizia energetica, molto nota in cristalloterapia dove per mantenere in perfetta efficacia i nostri amici cristalli è necessario ripulirli periodicamente. Vale anche per le orgoniti. E tale pulizia e</span><span data-start="6703" data-end="6746" class="fs12lh1-5">nergetica </span><span class="fs12lh1-5">introduce un aspetto pratico, quasi rituale. Pur non accumulando sporco nel senso materiale del termine, le orgoniti vengono considerate strumenti “attivi”, e per questo motivo molti scelgono di rigenerarle periodicamente.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">I metodi sono semplici: l’esposizione alla luce lunare, quella più delicata al sole, oppure l’uso di incensi e suoni per ristabilire una sorta di equilibrio vibrazionale. Non si tratta di obblighi, ma di gesti che, per chi li pratica, rafforzano la relazione con l’oggetto. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> <div><span class="fs12lh1-5">Acquistare o utilizzare un’orgonite, in definitiva, non significa aderire ciecamente a un’idea, quanto piuttosto accettare una forma di esperienza diretta. Si colloca, quasi silenziosamente, su un confine: quello tra osservazione e percezione.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5">E forse è proprio questo il suo aspetto più interessante. Non promette miracoli, non pretende di riscrivere le leggi della realtà, ma suggerisce qualcosa di più discreto e insieme più difficile da ignorare: che, in un’epoca di stimoli continui, anche un piccolo aumento di coerenza percepita possa, talvolta, fare la differenza.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le Origini dell’Astrologia]]></title>
			<author><![CDATA[Fabio Petrella]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Astrologia"><![CDATA[Astrologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div class="imTACenter"><b><span class="fs16lh1-5">LE ORIGINI DELL’ASTROLOGIA</span></b></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5">Astronomia Egizia</span></b></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><i><span class="fs12lh1-5">Traduzione e sintesi a cura di Fabio Petrella </span><br><span class="fs12lh1-5"> (da L’Astronomie selon les Egyptiens, di Albert Slosman, ed. R.Laffont, Paris, 1983).</span></i></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Secondo antiche tradizioni, gli Egizi portarono sul Nilo un sapere sacro fondato sull’osservazione del cielo, dove matematica e simbolo guidavano l’armonia tra uomo e cosmo. Le stelle, i pianeti e costellazioni come Sirio erano letti come segni di un ordine divino immutabile. Più che astrologia, si trattava di una scienza sacra, custodita da sacerdoti esperti in matematica e astronomia. Templi e miti riflettevano questa visione, trasformando il cielo in una mappa del destino e del tempo.</span></div> &nbsp;&nbsp;<div align="center" style="text-align: start;" data-text-align="start"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><hr size="2" width="100%" align="center"><span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">Una cosa è assolutamente certa: e cioè che i primi Egizi ‘sbarcarono’ un giorno sulle rive del Nilo, insieme a tutte le discipline scientifiche che li fecero subito assomigliare a delle divinità per quegli indigeni che vivevano là ancora all’età della pietra!</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La discussione comincia laddove si tratta di determinare da dove essi provenivano. Ma non è questo l’obiettivo del nostro lavoro, che è invece di occuparsi dei testi geroglifici relativi allo studio del cielo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In effetti al tempo della prima dinastia non esistevano né &nbsp;l’astronomia né l’astrologia, ma una composizione matematica di elementi &nbsp;celesti generati da Dio nella sua creazione e che erano destinati ad &nbsp;essere utilizzati dagli uomini per rimanere in armonia con il cosmo, e &nbsp;quindi con il Bene.</span><br><span class="fs12lh1-5"> I Testi sacri sono formali: la Cintura dei Dodici &nbsp;che forma la volta celeste detiene tutti i poteri della predestinazione &nbsp;sulle Particelle divine (le Anime terrestri) grazie alle configurazioni &nbsp;degli Erranti (i pianeti) e delle Fisse (le stelle) che formano le &nbsp;Combinazioni-Matematiche-divine.</span></div><div><!--[if gte vml 1]><v:shape id="Immagine_x0020_2" o:spid="_x0000_i1029" &nbsp;type="#_x0000_t75" style='width:311.25pt;height:150pt;visibility:visible; &nbsp;mso-wrap-style:square'> &nbsp;<v:imagedata src="file:///C:/Users/Nut/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image002.jpg" &nbsp;&nbsp;o:title=""/> </v:shape><![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></div><div><span class="fs12lh1-5">Per conservare a dispetto di tutti questo legame che univa la Terra al Cielo, malgrado la dissacrazione si amplificasse e malgrado gli allarmismi profetici, gli Esperti ricercavano con accanimento la falla che gli aveva fatto sbagliare i calcoli. Ma gli Erranti e le Fisse navigavano sotto la Via Lattea secondo il ritmo immutabile decretato dalla Legge di Creazione. I Sette del nostro sistema solare non deviavano mai di meno di un pollice dopo il Grande Cataclisma, che aveva fatto ruotare di 180° l’asse terrestre, e dunque della visuale del Sole, considerato come il capofila degli Erranti. I Dodici della Cintura, che erano le dodici costellazioni dell’eclittica, custodivano i loro posti privilegiati detentori degli influssi emettitori delle nostre onde personali. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Infine Septis, la Sothis dei Greci e la nostra Sirio, rimaneva la grande signora dei nostri destini segnando il ritmo del tempo con il suo calendario celeste che sgrana l’Anno di Dio, lungo 1461 anni solari. Le Combinazioni-Matematiche-Divine erano non solo prevedibili, ma restavano incorruttibili, a meno che Dio non decidesse diversamente. Le configurazioni geometriche disegnate nel cielo non potevano che giungere alla fine dell’Eden portando l’umanità alla sua perdita!</span></div><span class="fs12lh1-5">Soltanto l’astronomia e la matematica permettevano di </span><i class="fs11lh1-5"><span class="fs12lh1-5">predire </span></i><span class="fs12lh1-5">l’avvenire globale. Ciò perché il termine astrologia è molto improprio per qualificare questa scienza divina che è una parte molto ridotta di quanto i Grandi Sacerdoti padroneggiavano perfettamente. Non soltanto bisognava essere Gran Sacerdote, Matematico, Geometra e Astronomo, ma avere anche tutte le iniziazioni che portavano al supremo grado della Conoscenza e della Saggezza. Pochi fra loro poi accedevano al titolo invidiato e rispettato di Maestro della Misura e del Numero. Per questo motivo le loro ricerche fondamentali, come pure le loro previsioni e predizioni, non soltanto non avevano in vista alcun obiettivo di lucro, ma miravano unicamente alla promozione totale del Bene pubblico per armonizzare la vita terrestre alle decisioni celesti.</span><br><div><span class="fs12lh1-5">Per la costruzione dei templi egizi stessi, è ben certo che i maestri costruttori dovevano conoscere, oltre all’arte, anche l’aritmetica, la fisica e la geometria. Ciò appare evidente visitando gli edifici religiosi di Edfu, Esna e Dendera, dove viene realizzata una rappresentazione terrestre che simboleggia la Triade divina celeste: Osiride, Iside sua sposa, e il loro figlio Horus. Di qui la palese conclusione che la religione monoteista alleata all’astronomia fosse la principale preoccupazione dei preti di questi templi che appunto erano anche osservatori astronomici. Basti aggiungere che i primi edifici costruiti negli stessi luoghi dozzine di secoli prima, adoravano non questa Triade, ma quella che precedeva, quella dei loro genitori: Ptah, che era il Dio-Uno, la Vergine-Regina Nut, e il loro figlio Osiride.</span><span class="imTACenter fs12lh1-5"> </span></div><div align="center" class="imTACenter"><hr size="2" width="100%" align="center"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Cosmologia, mitologia, astrologia</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Per chi voglia capire a fondo che cosa è lo Studio del Cielo, è assolutamente indispensabile approfondire la conoscenza del cosiddetto ‘pensiero arcaico’, tema dal quale non può rifuggire nemmeno colui che affronta titani della letteratura come Omero, Dante e Shakespeare.</span><br><span class="fs12lh1-5"> A proposito di quest’ultimo, proprio approfondendo le origini del suo Amleto, è possibile entrare in contatto con le fonti della antica conoscenza, operazione brillantemente eseguita da Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend che nel loro saggio sul mito e sulla struttura del tempo (</span><i><span class="fs12lh1-5">Il Mulino di Amleto</span></i><span class="fs12lh1-5">, 1983, Adelphi, Milano) forniscono chiavi preziose per lo Studio del Cielo.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Per chi è curioso e interessato, riportiamo qui di seguito la presentazione del libro sopra citato.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">‘….cresciuti nella convinzione che &nbsp;la civiltà abbia progredito dal mythos al logos, “dal mondo del &nbsp;pressappoco all’universo della precisione”, in breve dalla favole alla &nbsp;scienza, ci troviamo qui di fronte a uno spostamento della prospettiva &nbsp;tanto più sconcertante in quanto è condotto da uno dei più eminenti &nbsp;illustratori del “razionalismo scientifico”: Giorgio de Santillana. &nbsp;Proprio lui, che aveva dedicato studi memorabili a Galileo e alla storia della scienza greca e rinascimentale, si trovò un giorno a riflettere su ciò che il mito veramente raccontava – e capì di non avere capito, sino allora, un punto essenziale: che anche il mito è una “scienza esatta” dietro la quale si stende l’ombra maestosa di Ananke, la Necessità. Anche il mito opera misure, con precisione spietate: non sono però le misure di uno Spazio indefinito e omogeneo,bensì quelle di un &nbsp;Tempo ciclico e qualitativo, segnato da scansioni scritte nel cielo, &nbsp;fatali perché sono il Fato stesso. E’ questo Tempo che muove il “mulino di Amleto”, che gli fa macinare di èra in èra, prima “pace e abbondanza”, poi “sale”, infine “rocce e sabbia”, mentre sotto di esso vortica l’immane Maelstrom.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Di questo “mulino di Amleto” gli autori seguono le tracce in un percorso vertiginoso, da Shakespeare a Saxo &nbsp;Grammaticus, dall’Edda al Kalevala, dall’Odissea all’epopea di &nbsp;Gilgamesh, dal Rg Veda al Kumulipo, vagando dalla Mesopotamia &nbsp;all’Islanda, dalla Polinesia al Messico precolombiano. I disiecta membra &nbsp;del pensiero mitico, che ama “mascherarsi dietro a particolare &nbsp;apparentemente oggettivi e quotidiani, presi in prestito da circostanza &nbsp;risapute”, cominciano qui a parlarci un’altra lingua: là dove si &nbsp;racconta di una tavola che si rovescia o di un albero che viene &nbsp;abbattuto o di un nodo che viene reciso non cerchiamo più il luogo di &nbsp;quegli eventi su un atlante, ma alziamo gli occhi verso la fascia &nbsp;dell’ecclittica, la vera terra dove si svolgono gli eventi mitici, il &nbsp;luogo dove si compiono i grandi peccati e le imprese eroiche, il luogo &nbsp;dove si è compiuto il dissesto originario, fonte di tutte le storie, che &nbsp;fu appunto lo stabilirsi dell’obliquità dell’ecclittica. Da quell’evento consegue il fenomeno delle stagioni, archetipo delle differenze e del ritorno dell’uguale. Così il “mulino di Amleto” si &nbsp;rivelerà alla fine essere la stessa “macchina cosmica”.</span><br><span class="fs12lh1-5"> “I veri &nbsp;attori sulla scena dell’universo sono pochissimi, moltissime invece le &nbsp;loro avventure”: Argonauti che solcano l’Oceano delle Storie, navighiamo &nbsp;qui sulla rotta di quelle avventure, che vengono ricomposte usando &nbsp;frammenti della più disparata provenienza, vocaboli dei molti “dialetti” &nbsp;di una lingua cifrata e perduta “che non si curava delle credenze e dei &nbsp;culti locali e si concentrava invece su numeri, moti, misure, &nbsp;architetture generali e schemi, sulla struttura dei numeri, sulla &nbsp;geometria”. Ma il mito si lascia spiegare soltanto in forma di mito: la struttura del mondo può essere soltanto raccontata. È questo il sottinteso della forma labirintica, di temeraria fuga musicale, che si dispiega nelle pagine del Mulino di Amleto. Qui la Biblioteca di Babele torna finalmente ad essere invasa dai flutti del Maelstrom e, attraverso un velo equoreo, intravediamo la dimora del sovrano spodestato, Kronos-Saturno, che un tempo stabilì le misure del mondo e del destino.’</span></div><div><b><span class="fs16lh1-5"><br></span></b></div><div><b><span class="fs16lh1-5">L’antica arte di costruire un oroscopo</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">L’astrologia, &nbsp;arte e scienza che insieme </span><i><span class="fs12lh1-5">leggono </span></i><span class="fs12lh1-5">il percorso dell’uomo attraverso &nbsp;l’interpretazione della posizione degli astri nel cielo, viene spiegata &nbsp;attraverso due teorie: la prima basata sul principio di causa-effetto, la seconda sul principio di sincronicità junghiano. </span><span class="fs12lh1-5">Il &nbsp;tema natale, detto anche oroscopo, carta del cielo, mappa celeste, &nbsp;quadro astrale o grafico oroscopico, si basa sulla rappresentazione &nbsp;grafica della posizione di pianeti, astri e punti astronomici al momento &nbsp;della nascita di un soggetto o durante un certo evento. </span><span class="fs12lh1-5">L’osservatore o astrologo gioca un ruolo fondamentale nel tipo di interpretazione e nella scelta del metodo da utilizzare.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Infatti &nbsp;esistono diverse tecniche e piani interpretativi la cui applicazione &nbsp;dipende sia dal grado di preparazione dell’astrologo, sia dall’obiettivo del lavoro oroscopico, sia dal fenomeno o dal soggetto &nbsp;esaminati. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Resta inoltre da considerare un fattore difficilmente valutabile, ma che gioca un ruolo decisivo nel lavoro e cioè il grado di coinvolgimento (materiale e/o emotivo) dell’astrologo nei confronti dell’evento o del soggetto: più questi riuscirà ad evitare personali ‘proiezioni’ e più lo studio sarà imparziale e lucido.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><b class="fs11lh1-5"><span class="fs12lh1-5">PRESUPPOSTI ASTRONOMICI</span></b><br><div><span class="fs12lh1-5">L’astrologo è prima di tutto conoscitore del moto degli astri. Quindi astronomo. E’ sicuramente impegnativo studiare e capire le leggi fisiche dell’universo, ma, come già ci insegnavano gli egizi, la geometria e la matematica, unite all’osservazione del cielo, sono il presupposto necessario e indispensabile per la vera conoscenza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Certo sono passati i tempi in cui si usava il regolo per calcolare le direzioni primarie e addirittura adesso sta passando il tempo in cui si usano le effemeridi; con un programma astrologico siamo subito in grado di avere un quadro astrale.</span><br><span class="fs12lh1-5"> In realtà come spesso capita anche al medico che si gratta la testa perplesso di fronte ad una mole infinita di analisi che non gli consente una diagnosi convincente per un paziente dal difficile quadro anamnestico, così anche l’astrologo se non è in grado di ricostruire FISICAMENTE lo spazio e il tempo che hanno dato origine ad una incarnazione, è molto difficile che riesca a vedere l’anima che sta dentro un corpo….</span><br><span class="fs12lh1-5"> Ecco quindi l’insistenza dell’iniziato affinché l’adepto percorra tutti i gradini….</span><br><span class="fs12lh1-5"> Ecco quindi la necessità che sin dall’inizio sia chiaro il calcolo del tempo e dello spazio, e che ogni volta che ci riferisce a punti o aree, come ascendenti, mediumcoeli, o case, si sappia bene di cosa si parla a livello astronomico.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Certo la trigonomia sferica non è semplice. Non abbiamo ancora gli occhiali per vedere in 3D un oroscopo, e ancora oggi pensare alla posizione di un pianeta in latitudine oltreché in longitudine, quando lo vediamo proiettato su un foglio di carta, dovrebbe essere indispensabile.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Infatti le imprecisioni interpretative dell’astrologia sono soltanto ERRORI di lettura, ignoranze più o meno profonde, che ci impediscono di VEDERE l’esattezza di una curva nello spazio che coincide col moto di un’anima…</span><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><br></span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Astrologia karmica</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">La reincarnazione è la chiave indispensabile per aprire le porte dello Spazio e del Tempo. Se ci rivolgiamo alla sapienza antica sia la tradizione occidentale sia quella orientale ci portano molte testimonianze documentali e libri di filosofia e religione a proposito della trasmigrazione delle anime.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Sia secondo Platone o Pitagora, o Ermete Trismegisto o ancora il Bardo Thodol, il continuo scambio fra mondo dei vivi e dei morti era basato sulla reincarnazione.</span><br><span class="fs12lh1-5"> L’astrologia, che non ignora le finalità cosmiche dell’uomo, collocandolo in una dimensione spazio-temporale che va al di là di un ciclo vitale limitato, può leggere il tema natale come una reincarnazione, quella attuale, che è il risultato delle precedenti vite.</span></div> &nbsp;<span class="fs12lh1-5">Questo tipo di lettura si basa sull’interpretazione di particolari aspetti e punti astronomici di un oroscopo, come ad esempio le case IV, VIII e XII, la retrogradazione dei pianeti, i nodi planetari (allineamenti eclittici) e particolari fasi del ciclo lunare (apogeo).</span></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non solo Segni Zodiacali]]></title>
			<author><![CDATA[Fabio Petrella, Paola Milone]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Astrologia"><![CDATA[Astrologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><span class="fs12lh1-5">In questa pagina dedicata all’Astrologia cercheremo innanzitutto di sgombrare il campo da pregiudizi e false credenze su questa arte antica. Conoscere l’astrologia significa comprendere le leggi fisiche del cosmo e questo nell’Antichità era pratica ben nota: prima di essere interpreti del moto delle stelle gli esperti erano attenti osservatori del cielo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Al giorno d’oggi è pratica diffusa leggere” l’oroscopo” utilizzando sistemi automatici e tabelle, separandosi nevroticamente dalla realtà astronomica e fisica. È facile così diventare lo zimbello degli scienziati razionalisti e giustamente scettici sulle capacità di sedicenti astrologi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Effettivamente a guardare le statistiche “azzeccarci” non sembra una pratica tanto comune presso la categoria. </span><span class="fs12lh1-5">Ci siamo quindi allontanati, e di molto, da come si leggeva anticamente il cielo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In queste pagine cercheremo di recuperare il </span><i><span class="fs12lh1-5">verbum dimissum</span></i><span class="fs12lh1-5">, ovvero quel linguaggio che sapeva unire arte e scienza conferendo all’astrologia l’aggettivo di “regale” a buon diritto.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">In questa ottica lo studio e il recupero delle conoscenze degli Egizi in tema astrologico è assolutamente importante, e dedicheremo quindi una parte di questo spazio all’approfondimento delle loro teorie astronomiche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><b class="fs18lh1-5">Le basi conoscitive: il calcolo del tempo e dello spazio</b></div><b class="fs11lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Il Tempo</span></b><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><b><span class="fs12lh1-5">Il Calendario e il suo Esoterismo</span></b></div> &nbsp;<div data-text-align="start" style="text-align: start;"><i><span class="fs12lh1-5">testo tratto da “Sergio Ghivarello - Studi teorici sulle basi del pensiero astrologico”, </span></i><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><i><span class="fs12lh1-5">pagg.111-114 - ed. Nuovi orizzonti – Milano, 1989</span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><span class="fs12lh1-5">Approfondendo &nbsp;la visione del passato delle grandi civiltà, sempre con maggiore &nbsp;evidenza ci appare la connessione tra Astronomia, Scienza e Religione.</span><div><span class="fs12lh1-5"> Abbiamo già avuto modo di constatare come i sacerdoti Egizi possedessero conoscenze astronomiche e metafisiche notevoli.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Nell’epoca &nbsp;romana era il Pontifex ad occuparsi dei problemi relativi, mentre &nbsp;all’inizio dell’Era Cristiana – particolare prolungamento della Romanità &nbsp;– ritroviamo ancora la figura del Pontefice in veste di </span><i><span class="fs12lh1-5">arbitro delle questioni Astronomiche </span></i><span class="fs12lh1-5">e scientifiche di particolare interesse, quali la misura e i riferimenti fondamentali dello Spazio e del Tempo.</span><br><span class="fs12lh1-5"> In &nbsp;base a questi riferimenti veniva dal Pontefice stabilito il Calendario &nbsp;delle principali ricorrenze Astronomiche, ancora oggi riconoscibili e &nbsp;rintracciabili attraverso una spregiudicata considerazione del </span><i><span class="fs12lh1-5">‘Mito solare’</span></i><span class="fs12lh1-5"> che costituiva lo sfondo del Calendario Ecclesiastico.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Questa &nbsp;procedura è sopravvissuta fino ai nostri giorni, se non nella lettera &nbsp;almeno nello spirito, ed è chiaramente rilevabile nella caratteristica &nbsp;eminentemente Astronomica della festività della Pasqua.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Qui ritroviamo ancora intatte e apertamente riconoscibili le configurazioni Astronomiche che </span><i><span class="fs12lh1-5">ne condizionano la sua ricorrenza</span></i><span class="fs12lh1-5">.</span><br><span class="fs12lh1-5"> E’ noto che la festività di Pasqua risulta stabilita dal </span><i><span class="fs12lh1-5">Plenilunio di Marzo</span></i><span class="fs12lh1-5">. &nbsp;Il mese di marzo in questo caso ha tuttavia solo un rapporto indiretto con il relativo plenilunio; più appropriatamente si dovrebbe definire come il Plenilunio del </span><b><span class="fs12lh1-5">Mese di</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Marte</span></b><span class="fs12lh1-5">, intendendo il periodo di tempo in cui il SOLE transita nel segno dell’ARIETE, </span><b><span class="fs12lh1-5">trono astrologico della sua “esaltazione”</span></b><span class="fs12lh1-5">.</span><br><span class="fs12lh1-5"> La ricorrenza della Pasqua corrisponderebbe così, Astronomicamente, all’AVVENUTA </span><b><span class="fs12lh1-5">opposizione Sole-Luna</span></b><span class="fs12lh1-5">, trovandosi il Sole collocato nel segno dell’ARIETE. La celebrazione &nbsp;liturgica della festività si tiene infatti – come sappiamo – nella &nbsp;DOMENICA successiva all’evento Astronomico.</span><br><span class="fs12lh1-5"> In quel che segue del &nbsp;testo, non si vuole entrare nel merito del significato religioso degli &nbsp;eventi, ma solo ed esclusivamente nelle corrispondenze astronomiche che &nbsp;in base ai principi Astrologici ed Esoterici descrivono, nel ‘Mito &nbsp;Solare’ il contenuto simbolico di una vicenda in cui la Divinità e &nbsp;l’Uomo trovano reciproco riferimento.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Nel nostro attuale Calendario, &nbsp;dunque, la Pasqua continua a definire quella che popolarmente viene &nbsp;chiamata la “Luna di Marzo”, e di conseguenza la “qualità” o il “colore &nbsp;astrologico” dei Cicli Lunari dei Mesi precedenti e seguenti.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Essa &nbsp;funge da PUNTO CARDINE nel Calendario Lunare o MAGICO che ancora oggi &nbsp;forma l’ossatura attorno a cui si articola il calendario Liturgico od &nbsp;ecclesiastico.</span><br><span class="fs12lh1-5"> </span><br><span class="fs12lh1-5"> Appare del resto ancora evidente il rapporto Astrologico esistente tra:</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><ul type="disc"><li><span class="fs12lh1-5">la posizione del Sole nel segno dei Pesci e la ricorrenza liturgica delle CENERI (primo mercoledì della Luna di Febbraio) che dà inizio al periodo penitenziale della Quaresima;</span> </li><li><span class="fs12lh1-5">l'ingresso del Sole in SCORPIONE e la ricorrenza della commemorazione dei DEFUNTI;</span> </li><li><span class="fs12lh1-5">l’ASCENSIONE e quel particolare punto della linea sinusoide dell’eclittica in cui la derivata della funzione </span><i><span class="fs12lh1-5">y=senx</span></i><span class="fs12lh1-5"> (esprimente &nbsp;&nbsp;&nbsp;il valore istantaneo dell’accrescimento della declinazione Nord del Sole) assume un valore caratteristico esattamente uguale al valore assoluto della funzione stessa;</span> </li><li><span class="fs12lh1-5">la posizione del Sole nel segno della VERGINE e la ricorrenza della Natività di Maria;</span> </li><li><span class="fs12lh1-5">il transito del Sole nel segno del Toro e il culto del mese dedicato alla MADONNA, simbolo della femminilità devota e feconda;</span> </li><li><span class="fs12lh1-5">la posizione del Sole in GEMELLI e la ricorrenza della PENTECOSTE (1° quarto della Luna di Maggio).</span></li> </ul> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Va &nbsp;però precisato che il fatto essenziale che tutte le ricorrenze indicate &nbsp;in rapporto diretto con la posizione del Sole in un determinato segno &nbsp;zodiacale, non vanno però intese rigidamente.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Essendo il calendario ecclesiastico </span><i><span class="fs12lh1-5">essenzialmente lunare</span></i><span class="fs12lh1-5">, &nbsp;questo tipo di registrazione di eventi Astronomici aderisce ad uno &nbsp;schema di principio il cui criterio direttivo si informa ad una finalità &nbsp;eminentemente <span class="cf1">MAGICA</span>.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Per questo motivo le articolazioni fondamentali che contribuiscono alla sua configurazione sono </span><i><span class="fs12lh1-5">esclusivamente </span></i><span class="fs12lh1-5">caratterizzate dalla “QUALITA’” della LUNA.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Di &nbsp;conseguenza la posizione Zodiacale del SOLE diverrà effettiva, nei suoi &nbsp;più occulti rapporti con il fenomeno biologico terrestre, solo </span><i><span class="fs12lh1-5">con il tramite della Luna</span></i><span class="fs12lh1-5">, &nbsp;che ne rifletterà le caratteristiche fondamentali nella progressiva &nbsp;serie delle sue “FASI” (che altro non rappresentano che la &nbsp;materializzazione visiva ed ‘ideografica’ dei suoi successivi rapporti &nbsp;orbitali con il Sole stesso).</span><br><span class="fs12lh1-5"> </span><br><span class="fs12lh1-5"> La Luna diventa così, in questa prospettiva, l’</span><i><span class="fs12lh1-5">indispensabile mediatrice</span></i><span class="fs12lh1-5"> attraverso cui l’Uomo può venire in indiretto contatto con la Divinità che il Sole simboleggia.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Nessuno &nbsp;meglio di chi ben conosce lo stretto, indissolubile rapporto un tempo &nbsp;esistente tra Astronomia e Astrologia può comprendere il parallelo &nbsp;rapporto ANALOGICO che collega il SOLE, in cui l’intera manifestazione &nbsp;biologica terrestre trova il suo </span><i><span class="fs12lh1-5">baricentro</span></i><span class="fs12lh1-5">, alla DIVINITA’, e la LUNA alla </span><b><span class="fs12lh1-5">mediatrice notturna</span></b><span class="fs12lh1-5"> del suo rapporto con l’Uomo.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Questo &nbsp;accostamento tra Religione e Mito Solare non deve essere frainteso come &nbsp;constatazione di una divinizzazione del Sole stesso –come erroneamente &nbsp;si è spesso creduto in rapporto alle forme liturgiche dell’antico Egitto &nbsp;– ma piuttosto come formale parallelismo delle molteplici &nbsp;manifestazioni di un unico </span><b><span class="fs12lh1-5">principio strutturale cosmico</span></b><span class="fs12lh1-5"> inserito &nbsp;in una grandiosa ESOTERICA interpretazione della vita Universale, dove &nbsp;il mondo Astrale appare come l’interno collettivo ed inconscio dell’</span><b><span class="fs12lh1-5">individualità</span></b><span class="fs12lh1-5">, alla quale risulta legato da un rapporto di reciprocità in cui causa ed effetto invertono sequenza e significati.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs14lh1-5">Lo Spazio </span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Geografia Astronomica</span></b></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Lo Studio del Cielo – e con ciò vogliamo indicare insieme astronomia e astrologia – passa attraverso un’accurata conoscenza tecnica dello spazio e del tempo. Mentre nella sezione ‘Calendario’ abbiamo per ora dato qualche indicazione ‘esoterica’ sulla dimensione ‘tempo’, certo basata anch’essa su aspetti conoscitivi tecnici, ma orientata verso una comprensione filosofica dell’universo, in questa sezione proponiamo una rassegna terminologica sulla dimensione dello ‘spazio’, fondamentale per chi affronta il complesso argomento dello ‘Studio del Cielo’.</span></div> <div><span class="imUl fs12lh1-5"><i>Molte definizioni sono tratte dal ‘Dizionario di Astrologia – A. Anzaldi e L. Bazzoli – Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 1988’.</i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Innanzitutto studiando il cielo, la domanda fondamentale a cui si deve rispondere è il <b>DOVE</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">DOVE si trova un corpo celeste, dove si trova la terra, dove si trova l’uomo….</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Pertanto il termine più appropriato per iniziare è <b>COORDINATA</b>, ricordando che in matematica le coordinate sono delle grandezze che servono ad individuare la posizione di un punto su una retta, su un piano o nello spazio, rispetto ad un sistema di riferimento.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Nello Studio del Cielo le posizioni sono sempre relative allo spazio, ma per comodità di rappresentazione vengono proiettate sul piano, secondo regole di trigonometria sferica, complicando peraltro la lettura che sarebbe indubbiamente più evidente agli occhi e alla mente se potesse essere effettuata in TRE dimensioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cosa che avviene quando ai fini didattici si lavora con planisferi e strumenti simili, ma nella pratica corrente si lavora su fogli e monitor di forma piana, il che comporta la semplificazione in DUE dimensioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nello Studio del Cielo le posizioni sono sempre relative a sfere, cerchi ed ellissi, essendo queste le geometrie che rispondono sia alle forme dei pianeti, compresa la Terra, sia alle traiettorie da loro descritte.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Pertanto abbiamo diversi sistemi di coordinate a seconda della geometria di riferimento, i più importanti sono 4 e sono i seguenti:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Coordinate terrestri: longitudine e latitudine. Relative alla posizione di un punto rispetto alla Terra</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Coordinate equatoriali: declinazione e ascensione retta. Relative alla posizione di un punto rispetto alla Sfera Celeste</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Coordinate orizzontali: altezza e azimut. Relative alla posizione di un punto rispetto al piano dell’orizzonte terrestre.</span></div><span class="fs12lh1-5">Coordinate eclittiche: longitudine celeste e latitudine celeste. Relative alla posizione di un punto posto sull’Eclittica.</span><br> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per poter dare nel dettaglio la definizione di questi 4 sistemi di coordinate, dobbiamo prima spiegare una sfera e due cerchi: la Sfera Celeste, l’Equatore Celeste e l’Eclittica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">SFERA ed EQUATORE CELESTE: osservando il cielo, esso ci appare come una grande sfera, di raggio infinito, che circonda la Terra, posta al suo centro. È questa la Sfera Celeste, sulla quale si possono anche proiettare ‘elementi’ della sfera terrestre. Anzi, si può anche dire che la Sfera Celeste è una proiezione esatta della Sfera Terrestre. Così proiettando sulla sfera celeste l’equatore terrestre abbiamo l’Equatore Celeste; così il Polo Nord Celeste appare come il prolungamento del Polo Nord Terrestre e similarmente il Polo Sud. All’osservatore terrestre, inoltre, la sfera celeste, sulla quale tutte le stelle appaiono su uno stesso piano, appare muoversi verso ovest, per cui sembra che il Sole e gli astri sorgano ad est e tramontino ad ovest del meridiano dell’osservatore.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5"><b>ECLITTICA</b>: è la circonferenza tracciata dal Sole nel suo percorso apparente intorno alla Terra. Ampliando di 8°30’ di latitudine nord e 8°30’ di latitudine sud l’eclittica si ottiene una fascia circolare all’interno della quale sono poste dodici costellazioni e ‘scorrono’ i pianeti del sistema solare: lo ZODIACO.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>1. LATITUDINE E LONGITUDINE TERRESTRI</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono le distanze angolari, misurate in gradi, di un punto della superficie terrestre rispetto all’equatore (latitudine) e al meridiano fondamentale o di Greenwich (longitudine).</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>2. DECLINAZIONE E ASCENSIONE RETTA</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono le distanze angolari di un astro, rispetto all’Equatore Celeste (declinazione) e al punto gamma o vernale (ascensione retta). Il punto gamma è l’intersezione dell’eclittica con l’equatore celeste e corrisponde all’equinozio di primavera.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>3. ALTEZZA E AZIMUT</b></span></div><span class="fs12lh1-5">Sono le distanze angolari di un astro rispetto al cerchio dell’orizzonte terrestre (altezza) e al meridiano del luogo (azimut)</span><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>4. LATITUDINE E LONGITUDINE CELESTI</b></span></div><span class="fs12lh1-5">Sono le distanze angolari, misurate in gradi, di un punto rispetto al piano dell’eclittica (latitudine) e al punto gamma (longitudine).</span></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Metodo Subliminale]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Miglioramento_di_s%C3%A9"><![CDATA[Miglioramento di sé]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><b>Il metodo subliminale</b></span></div><div><br></div><div>Tra tutti gli strumenti a disposizione per migliorare se stessi e raggiungere i propri obiettivi, il metodo subliminale è senza dubbio uno dei più semplici, rapidi e accessibili. Non richiede sforzi complessi né particolari competenze: eppure è in grado di agire in profondità, là dove spesso nascono i veri blocchi.</div><div>Molte delle difficoltà che incontriamo nella vita — insicurezza, autosabotaggio, mancanza di continuità — non dipendono da ciò che sappiamo, ma da ciò che abbiamo interiorizzato senza rendercene conto. È proprio su questo livello che il metodo subliminale interviene, aiutandoci a costruire una personalità più solida, equilibrata e aperta al cambiamento.</div><div>Sempre più persone lo utilizzano per potenziare le proprie capacità, migliorare la qualità della propria vita e superare limiti che sembravano insormontabili. Eppure, nonostante i risultati concreti, questo metodo è stato spesso frainteso o guardato con diffidenza.</div><div>Per questo è fondamentale fare chiarezza: capire davvero come funziona, su quali basi si fonda e perché può essere così efficace. Solo così è possibile coglierne il vero valore e utilizzarlo in modo consapevole.</div><div>Nei prossimi passaggi entreremo nel cuore del funzionamento della mente umana, esploreremo i principi su cui si basa il metodo subliminale e vedremo come può essere applicato nella vita quotidiana. Scoprirai anche cosa dice la ricerca, quali critiche sono state mosse e perché, nonostante tutto, continua a essere uno degli strumenti più potenti per la trasformazione personale.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.ilcielodinut.it/images/large-7633488.jpg"  width="701" height="467" /><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Perché ci interessa affrontare questo argomento?</b></span></div><div>Probabilmente hai già sentito parlare di The Secret di Rhonda Byrne, il celebre libro sulla “Legge di Attrazione”. Secondo questa idea, puoi ottenere ciò che desideri semplicemente focalizzando la tua attenzione, credendoci davvero e provando le emozioni come se fosse già realtà.</div><div>Affascinante, vero?</div><div>Ma c’è un problema: se fosse davvero così semplice, perché non funziona sempre?</div><div>La risposta è più profonda di quanto sembri. Il punto non è ciò che desideri a livello cosciente, ma ciò che credi a livello inconscio.</div><div>Puoi ripeterti mille volte di meritare successo, amore o abbondanza… ma se dentro di te esiste anche solo una parte che non ci crede, sarà quella parte a guidare i risultati. E questa parte agisce in silenzio, costantemente, molto più spesso della tua volontà conscia.</div><div>Quando si tratta di piccoli risultati, la mente inconscia non oppone resistenza. Ma quando inizi a puntare più in alto — una vita diversa, relazioni migliori, realizzazione personale — emergono automaticamente blocchi, dubbi e autosabotaggi.</div><div>Queste limitazioni non nascono dal nulla. Sono il risultato di anni di esperienze, condizionamenti, educazione e convinzioni accumulate nel tempo. Spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto, eppure influenzano ogni scelta che facciamo.</div><div>Esistono diversi metodi per liberarsi da questi schemi, ma c’è un approccio ancora più diretto.</div><div><br></div><div>Se il problema nasce nell’inconscio… perché non lavorare direttamente lì?</div><div>Il metodo subliminale fa esattamente questo. Agisce in modo graduale, naturale e non invasivo, aiutandoti a sostituire vecchie credenze limitanti con nuove convinzioni più potenzianti. Senza sforzo, senza forzature.</div><div>Con il tempo, ciò che desideri a livello conscio e ciò che credi a livello inconscio iniziano finalmente ad allinearsi. Ed è proprio in questo allineamento che avviene il cambiamento reale.</div><div>Quando questo accade, tutto diventa più fluido. Le opportunità aumentano, le resistenze diminuiscono e ciò che prima sembrava difficile inizia a diventare possibile… e poi naturale.</div><div>Ora vediamo più da vicino come funziona tutto questo.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilcielodinut.it/images/large-3706562.jpg"  width="718" height="239" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Il mentale umano</b></span></div><div>Il metodo subliminale agisce là dove avviene il vero cambiamento: nell’Inconscio.</div><div>Per comprendere davvero la sua efficacia, è fondamentale capire come funziona la mente umana. La nostra psiche è composta da due dimensioni principali: il Conscio e l’Inconscio. Due parti diverse, ma profondamente complementari.</div><div>Il Conscio è la parte razionale: analizza, valuta, riflette. È ciò che utilizzi per prendere decisioni, comunicare, capire il mondo in modo logico.</div><div>L’Inconscio, invece, è molto più vasto. È il luogo delle emozioni, degli istinti, delle reazioni automatiche, delle abitudini. È ciò che “senti” prima ancora di pensare. È intuizione, impulso, percezione immediata.</div><div>E soprattutto… è sempre attivo.</div><div>Il Conscio si affatica, ha bisogno di pause, di riposo. L’Inconscio no: lavora continuamente, giorno e notte, assorbendo informazioni, adattandosi, proteggendoti. È progettato per una cosa fondamentale: la sopravvivenza.</div><div>Ed è proprio qui che emerge una verità sorprendente.</div><div>Quando si tratta di cambiare davvero — superare blocchi, liberarsi da schemi ripetitivi, migliorare se stessi — il Conscio ha un potere molto limitato. Quante volte hai dato (o ricevuto) consigli perfettamente sensati… senza ottenere alcun risultato concreto?</div><div>Puoi sapere esattamente cosa dovresti fare… e continuare comunque a fare il contrario.</div><div>Perché?</div><div>Perché è l’Inconscio che guida davvero il comportamento.</div><div>E quando viene coinvolto nel modo giusto, il cambiamento può essere rapido, profondo e sorprendente.</div><div>L’Inconscio è incredibilmente veloce. Reagisce in una frazione di secondo, molto prima che la mente razionale possa intervenire. Se percepisce un pericolo, attiva immediatamente una risposta. Non analizza, non riflette: agisce.</div><div>E questo significa una cosa fondamentale: è in grado di recepire segnali che il Conscio nemmeno nota, interpretarli e trasformarli in azioni.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.ilcielodinut.it/images/large-5966080.jpg"  width="828" height="466" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>I “programmi” che guidano la tua vita</b></span></div><div>Dentro l’Inconscio sono memorizzati tutti i tuoi schemi comportamentali: quelli che ti aiutano… e quelli che ti limitano.</div><div>Questi schemi nascono da convinzioni profonde, spesso invisibili, che influenzano il modo in cui reagisci alla vita.</div><div>È lì che prendono forma:</div><div>•	le tue reazioni emotive </div><div>•	le paure e le fobie </div><div>•	l’ansia, la timidezza, l’insicurezza </div><div>•	ma anche le tue capacità, la tua creatività, il tuo potenziale </div><div><br></div><div>Allo stesso tempo, è sempre lì che si trovano i blocchi che ti impediscono di esprimere davvero ciò che sei e di costruire la vita che desideri.</div><div>A volte, è come se una parte di te frenasse il tuo stesso benessere.</div><div><br></div><div>Una verità fondamentale: l’Inconscio è dalla tua parte</div><div>Potrebbe sembrare inquietante pensare che una parte così potente di te operi fuori dal tuo controllo consapevole.</div><div>Ma c’è una buona notizia — ed è fondamentale:</div><div>l’Inconscio ha sempre un’intenzione positiva.</div><div>Sempre.</div><div>Anche quando crea comportamenti che ti fanno soffrire, lo fa con l’obiettivo di proteggerti.</div><div>Il suo unico “limite” è anche la sua più grande forza: la velocità. Non analizza, non mette in discussione. Interpreta rapidamente una situazione e costruisce una risposta che considera utile… anche se non sempre lo è davvero.</div><div><br></div><div>Un esempio semplice:</div><div>un bambino sente dire che un cane potrebbe morderlo. Il suo Inconscio potrebbe tradurre quel messaggio in una convinzione: “i cani sono pericolosi”.</div><div>E da lì nasce una reazione automatica: la paura, o addirittura una fobia.</div><div>Dal punto di vista dell’Inconscio, è una strategia perfetta: evita il pericolo. Protegge. Funziona.</div><div>Il problema è che quella “soluzione” può diventare limitante nel tempo.</div><div>E anche se il Conscio sa perfettamente che non tutti i cani sono pericolosi… non riesce a cambiare quella reazione.</div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Non combattere la tua mente. Usala.</b><br></div><div>Ecco perché cercare di combattere l’Inconscio è inutile.</div><div>Non solo è inefficace… è controproducente.</div><div>Perché l’Inconscio non è un nemico. È una parte di te. Una parte potente, intelligente e profondamente orientata al tuo benessere.</div><div>La vera strategia non è opporsi, ma collaborare.</div><div>Ed è proprio qui che il metodo subliminale diventa straordinariamente efficace.</div><div>Perché lavora nello stesso linguaggio dell’Inconscio. Non forza, non impone. Introduce nuove informazioni, nuove convinzioni, nuovi schemi… in modo naturale e graduale.</div><div>E l’Inconscio, sempre alla ricerca di ciò che può migliorare la tua vita, le accoglie.</div><div>Infatti, non è rigido né immutabile. Al contrario: è in continuo aggiornamento. È sempre pronto a rivedere le proprie convinzioni, se trova qualcosa di più utile, più efficace, più vantaggioso per te.</div><div>Il suo obiettivo è uno solo: offrirti la vita migliore possibile. Più sicura, più ricca, più soddisfacente.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Dove avviene il vero cambiamento</b></span></div><div>L’Inconscio ha il potere di trasformare profondamente la tua esperienza:</div><div>•	può rafforzare la tua sicurezza </div><div>•	migliorare la tua salute e la tua energia </div><div>•	aiutarti a superare blocchi e paure </div><div>•	portarti da una vita limitata a una vita in espansione </div><div><br></div><div>E il punto chiave è questo:</div><div>il cambiamento reale avviene lì. <span class="fs11lh1-5">Il metodo subliminale non fa altro che andare direttamente alla fonte.</span></div><div>Come dice un antico principio:</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i>è meglio rivolgersi a chi ha più potere.</i></div><div><br></div><div>E nella tua mente, quel potere appartiene all’Inconscio.</div><div><br></div><div>Ma c<span class="fs11lh1-5">he cos’è davvero il metodo subliminale? </span><span class="fs11lh1-5">Per capirlo, partiamo da un concetto semplice ma potente.</span></div><div>Il termine liminale indica ciò che si trova sulla soglia della percezione: qualcosa che possiamo vedere o sentire consapevolmente. Subliminale, invece, significa esattamente il contrario: ciò che si colloca al di sotto di quella soglia. <span class="fs11lh1-5">Ed è proprio qui che si apre una porta straordinaria.</span></div><div>I messaggi subliminali — visivi o sonori — non vengono percepiti dalla mente conscia. Non li “vedi”, non li “senti” nel senso tradizionale. Eppure… arrivano comunque a destinazione.</div><div>Raggiungono direttamente l’Inconscio, senza incontrare resistenze, senza essere filtrati, senza essere bloccati.</div><div><br></div><div>Nel caso del <b>subliminale uditivo</b>, si tratta di parole o frasi emesse a un livello sonoro così basso — o a frequenze particolari — da risultare impercettibili alla coscienza.</div><div>Nel <b>subliminale visivo</b>, invece, immagini o parole vengono mostrate così rapidamente o in modo così sottile da sfuggire alla percezione cosciente. Il Conscio non le riconosce… ma l’Inconscio le registra perfettamente.</div><div>È come se una parte di te “vedesse” e “ascoltasse” molto più di quanto tu creda.</div><div><span class="fs11lh1-5">A questo punto potresti chiederti:</span><br></div><div>funziona davvero? Oppure è solo teoria?</div><div>Le evidenze scientifiche le vedremo più avanti. Ma il principio su cui si basa il metodo è semplice e potente:</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter">introdurre nell’Inconscio messaggi positivi e convinzioni costruttive.</div><div><br></div><div>Quando questi messaggi vengono assimilati a quel livello profondo della mente, il cambiamento non deve più essere forzato. Avviene naturalmente.</div><div>Perché è l’Inconscio stesso a metterlo in atto.</div><div>E quando è lui a guidare… tutto diventa più fluido.</div><div><br></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Cosa può cambiare davvero</b></div><div>L’impatto del metodo subliminale può estendersi a molti aspetti della vita:</div><div data-line-height="2" class="lh2"><ul><li>trasformare comportamenti e reazioni automatiche </li><li>sciogliere blocchi interiori e automatismi negativi </li><li>superare convinzioni limitanti radicate </li><li>ampliare capacità, abilità e performance </li><li>migliorare il benessere mentale e fisico </li></ul></div><div><br></div><div>In altre parole, ti aiuta a liberarti da ciò che ti trattiene… e a potenziare ciò che può farti evolvere.</div><div><span class="fs11lh1-5">I messaggi subliminali vengono progettati per parlare direttamente all’Inconscio, bypassando le barriere della mente razionale.</span><br></div><div>Col tempo, questi nuovi contenuti vengono integrati, diventano parte di te. Prima a livello interno, poi nei tuoi comportamenti, e infine nei risultati che ottieni nella vita.</div><div>E tutto questo avviene senza sforzo forzato, senza lotta interiore.</div><div>Perché il cambiamento nasce dall’interno.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.ilcielodinut.it/images/large-8154753.jpg"  width="796" height="596" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Tra mito e realtà</b></span></div><div>Nel corso del tempo si è detto di tutto sul subliminale.</div><div>C’è chi lo ha considerato inutile.</div><div>Chi lo ha dipinto come uno strumento pericoloso di manipolazione.</div><div>Ma spesso queste opinioni si basano più su supposizioni che su fatti.</div><div>Grazie ai progressi delle Neuroscienze a partire dalla fine degli anni ’90, oggi disponiamo di strumenti avanzati che ci permettono di osservare in modo diretto e oggettivo come il cervello reagisce quando riceve informazioni.</div><div>Solo negli ultimi anni è stato possibile fornire prove scientifiche concrete che confermano la percezione dei messaggi subliminali visivi: gli studi dimostrano che queste immagini o parole, pur non essendo registrate a livello conscio, vengono percepite e elaborate dall’Inconscio.</div><div>Ricerche condotte dal Dipartimento di Scienze Cognitive dell’UCL di Londra e pubblicate su Current Biology, così come studi realizzati in Francia presso l’Unité Inserm U562 di Neuro-Immagini Cognitive e pubblicati su Nature Neurosciences, hanno rilevato che stimoli visivi che raggiungono la retina, pur non essendo coscientemente riconosciuti, attivano specifiche aree cerebrali, evidenziabili tramite IRM funzionale.</div><div>In altre parole, il cervello risponde concretamente a questi messaggi subliminali visivi, e gli strumenti di neuroimaging lo confermano: il subliminale viene percepito e assimilato a livello inconscio. (Naturalmente, un segnale troppo debole o che non raggiunge la retina non genera alcuna risposta rilevabile.)</div><div>Gli studi hanno evidenziato anche un dettaglio importante: l’attenzione è essenziale. Se la persona è distratta, preoccupata o non osserva correttamente lo schermo su cui sono trasmessi i messaggi, il cervello smette di reagire, come se “filtrasse” le informazioni. Perciò, perché il subliminale visivo produca davvero un effetto, è necessario un livello minimo di attenzione da parte dell’osservatore.</div><div><br></div><div><span class="imUl">Una precisazione importante</span></div><div>Il metodo subliminale non è una bacchetta magica.</div><div>Non trasforma la tua vita in un istante, m<span class="fs11lh1-5">a può diventare un alleato straordinario, capace di facilitare profondamente il cambiamento — soprattutto quando i blocchi hanno origine nella mente.</span></div><div>Richiede una sola cosa: costanza.</div><div>Pochi minuti al giorno, magari in un momento di relax, sono spesso sufficienti per iniziare a vedere i primi risultati già dopo alcune settimane.</div><div>E ciò che sorprende di più è proprio questo: la naturalezza con cui il cambiamento si manifesta.</div><div><br></div><div>Ogni persona ha dentro di sé un potenziale enorme.</div><div>Ma per esprimerlo davvero, è necessario liberarsi da ciò che lo limita:</div><div>credenze negative, condizionamenti, schemi inconsci.</div><div>Il metodo subliminale offre una via semplice e diretta per farlo.</div><div>Ti aiuta a stare meglio, a sviluppare le tue capacità, a migliorare le relazioni e a costruire una vita più ricca e soddisfacente.</div><div>Ignorarlo significa rinunciare a uno strumento potente.</div><div>Usarlo significa scegliere di evolvere.</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 11:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come utilizzare il Pendolo Universale PU6]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Radiestesia"><![CDATA[Radiestesia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div>Il Pendolo Universale PU6 &nbsp;permette di esplorare le energie del corpo e di modificarle. &nbsp;Inizialmente possiamo dunque utilizzarlo per riequilibrare ed &nbsp;armonizzare il nostro organismo in generale, senza dover necessariamente &nbsp;correggere un problema specifico. Questa pratica ci permette di &nbsp;ripulirci, di darci una carica e, con l'utilizzo del meridiano magnetico &nbsp;(vedi oltre), di creare uno strato di magnetismo protettivo intorno a &nbsp;noi. Quest'ultimo utilizzo è di fondamentale importanza per proteggerci &nbsp;quando avremo a che fare con le emissioni in fase elettrica che &nbsp;incontreremo durante i nostri lavori.</div><div>Questa pratica ci consentirà inoltre di entrare in risonanza con il nostro strumento e di conoscerlo meglio. Per l'analisi di una situazione o per emettere un'onda "colore" per risolvere un problema specifico consultate invece questa pagina.</div><div>Per iniziare è necessario percorrere lo spettro delle radiazioni ELETTROMAGNETICHE, perché queste coinvolgono direttamente la nostra aura e anche i nostri diversi organi.</div><div><br></div><div><b>Attenzione: prima e dopo qualunque applicazione posizionate il pendolo sulla radiazione V+ (Verde+).</b></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'Equatore Elettromagnetico (EM): dal Nero al Rosso</b></span></div><div>Impugnate il cordoncino sulla tacca più alta, quella più lontana dal pendolo, che rappresenta le radiazioni elettromagnetiche, assicurandovi che la parte restante del cordoncino di sospensione sia contenuto nella mano e non penda all'esterno. Con le gambe leggermente divaricate, in piedi, stabilite un buon contatto con il suolo.</div><div>Centratevi e calmate la mente.</div><div>Con il pendolo regolato sul V+ (Verde+), verificate se il vostro corpo energetico è sufficientemente carico di questa energia. Il pendolo girerà nel senso appropriato (a seconda della vostra polarità) e apporterà l'energia necessaria.</div><div>Quando sarà raggiunto l'equilibrio energetico, il pendolo si fermerà automaticamente. E' importante precisare che durante le prime applicazioni il pendolo potrà girare a lungo per riequilibrare ciascuna energia.</div><div>Rimanete aperti, pronti a ricevere. Fate ruotare l'ansa metallica fino a N (Nero) sull'equatore EM (ElettroMagnetico) e aspettate una reazione. Se il pendolo comincia a girare, dite "Grazie", altrimenti non preoccupatevi e fate ruotare l'ansa fino all'IR (InfraRosso).</div><div>Supponendo che il pendolo reagisca su N (Nero), potete prendere una bacchetta, ad esempio un aurametro, con l'altra mano e seguire il flusso di energia che attraversa il vostro corpo. Non dimenticate di respirare normalmente e regolarmente. Controllate la reazione dei vostri muscoli nelle parti del corpo che vengono energizzate. Se siete sensibili ai flussi energetici, constaterete che questo flusso si dirige verso il basso e che si accumula sotto i piedi.</div><div>Quando il pendolo PU6 cesserà la rotazione, potrete passare alla posizione successiva, IR (InfraRosso).</div><div>Ricominciate la stessa operazione. Con questa regolazione del pendolo si realizzerà un accumulo di energia in prossimità delle ginocchia.</div><div>Fate poi ruotare l'ansa fino a R (Rosso). Questa è una posizione cardinale perché si situa all'intersezione dell'Equatore ElettroMagnetico (EM) e del Meridiano Elettrico (E). Sottolineiamo che lo studio tradizionale dei chakra inizia proprio qui, sul confine dello spettro visibile della luce.</div><div>In questo modo, abbandonate la parte inferiore del corpo. Verificate se questa vibrazione vitale elettromagnetica vi è necessaria. Se è così, la vostra Kundalini verrà stimolata e avrete voglia di muovere il ventre quando il rilassamento si estenderà a questa zona.</div><div>Prendetevi il vostro tempo, e non dimenticate di respirare profondamente. Il pendolo si fermerà da solo quando raggiungerete l'equilibrio sulla frequenza del Rosso elettromagnetico.</div><div>Alcuni di voi percepiranno i primi risultati proprio qui, all'intersezione del Rosso, per il fatto che l'InfraRosso e il Nero sono difficili da rilevare ad occhio nudo. L'impatto è più potente. Chi ha familiarità con l'Astrologia potrà stabilire un nesso tra Marte (Rosso) e Plutone (Infrarosso e Nero).</div><div>Il lavoro di base è fatto. Siete riusciti a muovere i primi passi con il vostro nuovo apparecchio di radiestesia.</div><div>Non lasciate il pendolo regolato su R (Rosso).</div><div>Ricordatevi di posizionarlo sempre sul Verde+ se fate una pausa o se vi fermate!!</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'Equatore Elettromagnetico (EM): dal Rosso al Verde+</b></span></div><div>Terminato con il Rosso, ruotate l'ansa fino a A (Arancione). Siete sempre in piedi, con le gambe leggermente divaricate, rilassati, e vi chiedete se avete bisogno della frequenza Arancione elettromagnetico. Assicuratevi che l'estremità del cordoncino di sospensione si trovi completamente nel palmo della mano e che non cada nel vuoto, e aspettate che il pendolo cominci a muoversi.</div><div>Il PU6 inizia a girare e l'energia Arancione fluisce nel vostro secondo chakra. Se avete un aurametro nell'altra mano, cercate la zona in cui la vostra energia sessuale si è diffusa e constatate che adesso rifluisce verso la sua posizione iniziale.</div><div>Dopo l'A (Arancione), passate a G (Giallo). Controllate la respirazione e ricominciate. Tutta la vostra energia Gialla affluirà verso il plesso solare; il vostro terzo chakra si rinforzerà e armonizzerà tutte le funzioni degli organi in rapporto con la frequenza del Giallo elettromagnetico.</div><div>Poi posizionate l'ansa su V+ (Verde+).</div><div>(viene chiamato "positivo" per distinguerlo dal V- (Verde-), frequenza compresa tra il Nero e il Bianco. Il Verde Negativo si trova nel punto diametralmente opposto al V+,con 12 piccoli punti tra il Bianco (B) e il Nero (N), indicati da lettere dell'alfabeto greco. Vedremo questi punti nel dettaglio più avanti. Sappiate comunque che non bisogna MAI dimenticare il pendolo regolato su una di queste posizioni.</div><div>All'inizio dell'utilizzo del vostro pendolo lungo l'equatore ElettroMagnetico (EM) avete già verificato se eravate saturi in V+. Adesso lo rifarete. Se vi manca energia V+, essa fluirà verso il vostro quarto chakra, al centro del petto per gli uomini e sulla schiena per le donne. Quando il pendolo si fermerà, lasciatelo in questa posizione e fate una pausa.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'Equatore Elettromagnetico: dal Verde+ al Bianco</b></span></div><div>Ricontrollate se vi manca del V+ ed eventualmente ricaricatevi. Poi passate al Bl (Blu). Il Blu avrà un'azione sulle spalle, sul collo e sulla parte inferiore delle mascelle.</div><div>In seguito arrivate alla frequenza I (Indaco),molto utile per gli occhi e per il terzo occhio, come pure contro lo stress.</div><div>Gli intellettuali dovrebbero utilizzare questa vibrazione per evitare un'eccessiva agitazione cerebrale.</div><div>Il Vi (Viola) è un colore cardinale, situato all'opposto del Rosso. Un sovraccarico di Rosso può essere compensato dal Viola. Il chakra corrispondente al Viola elettromagnetico può forse essere nuovo per molti di noi: si trova dietro la testa e comunica con la base della colonna vertebrale.</div><div>Siete entrati nello spettro della luce visibile attraverso il Rosso, e ne uscite attraverso il Viola dirigendovi verso l'Ultravioletto (Uvi) che diventa più freddo. Il chakra corrispondente si colloca sul cuoio capelluto.</div><div>Andando sul Bianco (B) non siete più collegati al vostro corpo fisico. Come il Nero risuona appena sotto i piedi, così il Bianco è situato un po' al di sopra della testa. Si contano così, dal Nero al Bianco, undici chakra anziché i sette chakra abituali. Ne manca uno per arrivare al dodicesimo: è il V- (Verde-), il centro della zona "proibita" radioattiva.</div><div>Esso si colloca all'opposto del chakra V+ (Verde+), e cioè sulla schiena per gli uomini e al centro del petto per le donne. Riposizionate l'ansa sul Verde+, posizione neutra del vostro pendolo, e fate una pausa.</div><div>La Zona "Proibita": il Verde- dall'Alpha all'Omega</div><div>I piccoli dodici punti definiti dalle lettere greche rappresentano le frequenze che possono essere rilevate o emesse con il Pendolo Universale PU6. Poiché il corpo umano è sensibile a queste frequenze, gli possiamo inviare, modulandole, diverse informazioni.</div><div>Per i campi di azione di queste frequenze rinviamo alla tabella già indicata in altre pagine. Daremo qui qualche informazione supplementare.</div><div>Alfa è generata da accidenti geologici o da reticoli come la rete di Hartmann o il reticolo diagonale di Curry.</div><div>Beta indica delle vene d'acqua sotterranee.</div><div>Così, nel corpo di chi è soggetto a queste radiazioni geopatiche provenienti dal sottosuolo (o sul suo testimone) rileverete le radiazioni Alfa o Beta.</div><div>Oltre alla necessità di sottrarre questi soggetti all'influenza della zona geopatogena, occorrerà liberarli da tali frequenze portanti, accumulate nel loro organismo. Rinviatele alla Terra Madre e colmate il vuoto lasciato con del Verde+.</div><div>Una terza frequenza portante molto nota è quella di Ro, che è responsabile della tubercolosi e che ama inoltre trasportare l'elettromagnetismo.</div><div>Tutte le altre frequenze di questo intervallo radioattivo, se vengono trovate su qualcuno, devono essere trattate come Alfa e Beta.</div><div>In linea generale le radiazioni Verde- dello spettro EM (ElettroMagnetico) possono passare attraverso qualunque materiale e attraverso qualunque spessore, hanno delle proprietà disidratanti (come le piramidi), possono trasportare germi, virus e batteri nel nostro corpo, ma possono anche essere di grande aiuto per eliminarli.</div><div>Ecco perché non bisogna mai lasciare l'ansa del pendolo in una di queste posizioni, perché il Pendolo Universale PU6 emette costantemente la frequenza sulla quale è regolato: vi sentirete male senza sapere il perché.</div><div>E' anche possibile iniziare con la frequenza Verde- per effettuare un trattamento preliminare prima di entrare nel dettaglio del trattamento con le frequenze dall'Alfa all'Omega.</div><div>Lavorando con queste frequenze sarete sempre più ricettivi, perché questa zona è una porta che si schiude su altre dimensioni…</div><div>Dopo ogni lavoro, non dimenticate mai di saturarvi nuovamente con il Verde+ per evitare qualunque</div><div>contaminazione del vostro sistema elettromagnetico.</div><div>Una buona protezione consisterà nel crearsi uno spesso strato di magnetismo, che potremo generare utilizzando il Meridiano Magnetico (vedi prossimo capitolo).</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Il Meridiano Magnetico (M) e il Meridiano Elettrico (E)</b></span></div><div>Come &nbsp;al solito, la vostra ansa è sulla posizione Verde+. Questo è il punto &nbsp;in cui il Meridiano Magnetico (linea blu) taglia l'Equatore &nbsp;Elettromagnetico (linea bianca).</div><div>Fate scivolare il nodo del &nbsp;cordoncino di sospensione lungo l'ansa fino a R (Rosso) magnetico, &nbsp;impugnate il cordoncino all'altezza della seconda tacca e verificate se &nbsp;voi o la persona trattata mancate di Rosso magnetico.</div><div>Saturatevi di questa frequenza come spiegato nel capitolo sull'equatore elettromagnetico.</div><div>Continuate &nbsp;nello stesso modo con l'Arancione (O), il Giallo (J), il Verde+ (V+), &nbsp;il Blu (Bl), l'Indaco (I), fino a raggiungere il Vi (Viola).</div><div>Ora dovrete ruotare l'ansa di 180°, per continuare con l'Uvi (Ultravioletto), il Bianco (B), entrare nel Verde- (V-) magnetico che è una frequenza di guarigione, all'opposto del Verde- elettrico che è una frequenza nociva.</div><div>Verificando con un aurametro potrete constatare che le energie mal collocate vengono riequilibrate all'interno dell'aura.</div><div>Quando avrete terminato con il Meridiano Magnetico, potrete continuare a lavorare con il Meridiano Elettrico.</div><div>La &nbsp;persona trattata non dovrà indossare alcun oggetto metallico, come &nbsp;braccialetti, collane o simili, quando subisce un trattamento elettrico.</div><div>Impugnando &nbsp;il cordoncino di sospensione a livello della prima tacca (quella più &nbsp;vicina all'ansa), ruotate l'ansa sul Rosso, vale a dire nel punto in cui &nbsp;il Meridiano Elettrico taglia l'Equatore Elettromagnetico. Spostate il &nbsp;nodo del cordone lungo l'ansa su ogni frequenza, fino al Verde+.</div><div>Una volta arrivati al Verde+, ruotate l'ansa di 180°, poi discendete, passando attraverso tutte le frequenze, fino al Verde-. A questo punto ruotate di nuovo l'ansa di 180° in modo da tornare sul Rosso.</div><div>Eccovi &nbsp;arrivati al termine della vostra esplorazione. Avete utilizzato tre &nbsp;forme di energia (elettromagnetica, magnetica ed elettrica), che si &nbsp;trovano all'interno e all'esterno del corpo, e che vi hanno permesso di &nbsp;riequilibrarvi e di riarmonizzarvi.</div><div>Questa pratica può essere ripetuta ogni volta che ne sentite il bisogno.</div><div><br></div><div>Liberamente tratto e tradotto da "Le Pendule Universel PU-6"</div><div>di Bernd Schafer - André de Bélizal - Léon Chaumery - P.A. Morel.</div><div><br></div><div><br></div><div><br><div><span class="fs14lh1-5"><b>Analisi e correzione ambientale: s</b></span><b class="fs14lh1-5">tudio delle onde nocive e benefiche di un luogo su una mappa</b></div><div>Se desiderate studiare la situazione tellurica di un luogo in particolare, potete utilizzare il Pendolo Universale per realizzare uno studio su mappa.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ilcielodinut.it/images/dolmen.jpg"  width="362" height="295" /><br></div><div><br></div><div>Ciascuno di noi, con un po' di perseveranza, &nbsp;può scoprire il proprio ambiente vibratorio, che ha un'influenza certa &nbsp;sul nostro comportamento e sul nostro stato di salute. Se la natura ci &nbsp;ha dotato di questa sensibilità per rilevare, anche a distanza, &nbsp;l'ambiente vibratorio che può aggredirci è perché si tratta di un &nbsp;istinto di sopravvivenza che abbiamo il dovere di sviluppare.</div><div>Possiamo &nbsp;anche rilevare sulla piantina il punto di neutralizzazione dove è più &nbsp;opportuno collocare i dispositivi per correggere l'ambiente. Qualsiasi &nbsp;ambiente, per quanto perturbato, ha sempre un punto di correzione e di &nbsp;riarmonizzazione. Ad oggi la nostra sensibilità rimane il miglior mezzo &nbsp;per rilevare le vibrazioni nocive, meglio ancora se con il supporto di &nbsp;uno strumento adeguato. Ogni organismo vivente reagisce infatti a questa &nbsp;informazione elettromagnetica terrestre. Queste informazioni si &nbsp;traducono con dei valori espressi dai colori elettrici e/o magnetici del &nbsp;pendolo Universale.</div><div><b><br></b></div><div><b class="fs14lh1-5">EMISSIONI NOCIVE</b></div><div>Procuriamoci una piantina catastale (scala 1:2000) del luogo che vogliamo analizzare, una punta cercatrice (va bene qualsiasi bastoncino con una punta, anche una matita) e delle matite colorate.</div><div>Regoliamo il Pendolo Universale sulla vibrazione-colore da ricercare, ad esempio il V-E. Ricordiamo che dopo qualsiasi analisi eseguita con il pendolo impostato sulle vibrazioni elettriche è bene concludere la seduta con un "bagno" di vibrazioni magnetiche per compensare l'inevitabile accumulo di energie elettriche nocive.</div><div>Tocchiamo con la punta cercatrice impugnata nella mano sinistra il primo punto che vogliamo analizzare, tenendo il pendolo nella mano destra tenuto sulla tacca del cordoncino corrispondente al meridiano elettrico (il contrario per i mancini).</div><div>Muoviamo la punta cercatrice sulla mappa fino a quando il pendolo reagisce. Segneremo allora sulla mappa il punto trovato con il colore corrispondente (possiamo stabilire un nostro codice). Generalmente si troveranno delle traiettorie, dei percorsi, contrassegnati dalla medesima vibrazione-colore.</div><div>Terminato con la prima vibrazione-colore, impostiamo il pendolo su quella successiva, e così via fino a quando non avremo catalogato ed etichettato tutta la zona di nostro interesse. Le principali vibrazioni nocive da ricercare sono l'Ultravioletto Elettrico, il Verde Negativo Elettrico e il Nero Elettrico.</div><div><br></div></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilcielodinut.it/images/tabella-elettrico.jpg"  width="721" height="332" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Naturalmente lo stesso procedimento può essere applicato sulla piantina del nostro appartamento, della nostra camera da letto, del nostro luogo di lavoro. E' anche possibile disegnare da sé una planimetria, anche approssimata, degli ambienti di nostro interesse. E' chiaro però che maggiore è la precisione e maggiore sarà l'attendibilità della nostra analisi. Potremo anche aggiungere sulla mappa l'indirizzo, il nome di chi ci abita, il piano a cui si trova l'ambiente etc.<div>L'elenco delle vibrazioni riportate in tabella non è naturalmente esaustivo, e potrebbero esserci anche vibrazioni di cui non è possibile conoscere l'origine. Consigliamo quindi un'analisi completa, con tutte le vibrazioni elettriche.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>CORREZIONE</b></span></div><div>Cosa fare se troviamo un punto potenzialmente pericoloso che cade proprio in una zona di lunga permanenza?</div><div>La prima cosa da fare è irradiare, sempre su mappa e indicando con precisione il punto da trattare, con la corrispondente emissione magnetica. Si otterrà una buona correzione, anche se non definitiva, per cui di tanto in tanto occorrerà procedere ad una nuova verifica ed eventualmente irradiare di nuovo con l'emissione magnetica correttiva.</div><div><br></div><div><hr></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">EMISSIONI BENEFICHE</b></div><div>Naturalmente è bene ricercare anche le vibrazioni benefiche, quelle magnetiche, per trovare ad esempio la migliore localizzazione di una costruzione, di un letto, della poltrona per guardare la TV...</div><div>Si ricomincerà quindi nello stesso modo impostando questa volta il Pendolo sui colori magnetici e impugnando il cordoncino sulla tacca corrispondente. Andranno ricercati in particolare il Verde Positivo Magnetico, il Bianco Magnetico e il Blu Magnetico.</div><div>I megaliti (menhir e dolmen) sono generalmente collocati su punti di emissione V+.</div></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.ilcielodinut.it/images/tabella-magnetico.jpg"  width="756" height="304" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><hr></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div>
							</div><div>
								</div><div>
									</div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Analisi e riequilibrio dei chakra</b></span></div><div> 				 				</div><div> 					</div><div> 						</div><div>	</div><div> 								</div><div> 									</div><div>Affrontiamo
 qui un'altra applicazione del Pendolo Universale PU6, che si rivela 
sempre più flessibile ed utile nel raggiungimento del migliore 
equilibrio psicofisico.<br>Sappiamo
						 che il corpo fisico è collegato al corpo eterico e all'intero cosmo 
						attraverso degli organi "sottili" chiamati chakra. I chakra (ruota in 
						sanscrito) sono numerosissimi e sono distribuiti su tutta la superficie 
						del corpo, ma tradizionalmente si considerano i sette chakra 
						principali, localizzati lungo una linea verticale che attraversa la 
						colonna vertebrale partendo dal perineo per raggiungere la sommità del 
						cranio. Non ci dilunghiamo sulla loro descrizione e sulle loro 
						caratteristiche perché si trovano parecchie esaurienti spiegazioni sul 
						web.<b><br></b></div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.ilcielodinut.it/images/homo2.gif"  width="203" height="201" /><br></div><div><br></div><div>
								</div><div>
							</div><div>
						
						</div><div>
						</div><div> </div><div>
							</div><div>
								</div><div>
									Quello che ci interessa qui è suggerire una 
						procedura per il loro riequilibrio utilizzando il Pendolo Universale 
						PU6. I chakra sono collegati ad apparati psichici, psicologici, 
						iniziatici e fisici secondo corrispondenze precise. Se individuiamo uno 
						squilibrio, carenza o eccesso, in un chakra è probabile che esso si 
						manifesti in uno squilibrio psicologico o fisico, oppure entrambi.<br>Una
						 volta scoperto lo squilibrio, espresso come risonanza con una 
						vibrazione "elettrica" di un certo colore, diventa facile correggerlo 
						con un'opportuna emissione della vibrazione magnetica corrispondente.
								</div><div>
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									Apriamo una piccola parentesi: riportiamo 
						questa immagine perché evidenzia un elemento che raramente viene 
						riportato nei testi che trattano dei chakra e di Kundalini, ma che viene
						 chiarito molto bene nei testi sullo yoga originario del Kashmir: il 
						primo e il settimo chakra, che corrispondono rispettivamente al chakra 
						della base (perineo) e al chakra della corona (sommità del cranio) 
						ruotano su un piano perpendicolare al piano di rotazione dei cinque 
						chakra intermedi. Questi ultimi ruotano su un piano parallelo all'asse 
						del corpo, mentre il primo e il settimo ruotano su un piano 
						perpendicolare ad esso. Questo elemento è fondamentale nel percorso di 
						risveglio dei chakra e nell'induzione della salita di Kundalini.<br>Per
 ulteriori dettagli e approfondimenti consultare il libro "Dalla ruota 
della preghiera alla dinamo spirituale, o la macchina per far salire 
Kundalini" del dott. Lefebure, che rientra nell'ambito dello sviluppo 
iniziatico con il Fosfenismo.<br>
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						 procurarci un testimone del soggetto da analizzare (ad esempio 
una 
						fotografia, una fototessera va benissimo) e una rappresentazione 
dei 
						chakra su un corpo umano. Potete scaricare gratuitamente qui un 
esempio, ma possono essere utilizzate anche immagini analoghe.<br>Appoggiate
						 la figura con i chakra su un tavolo sgombro e la foto del testimone 
						alla sua destra (a sinistra se siete mancini). Impostate il pendolo PU6 
						su uno dei colori del meridiano elettrico (linea rossa) e impugnate la 
						cordicella sulla tacca corrispondente alle emissioni elettriche (quella 
						più vicina al pendolo). Tenete il pendolo sospeso a qualche centimetro 
						dalla fotografia e con l'indice della mano sinistra toccate il primo 
						chakra del disegno. La questione mentale deve essere: "C'è risonanza tra
						 questa emissione vibratoria e questo chakra per (nome della persona per
						 cui si fa l'analisi)?".<br><br><b>NOTA IMPORTANTE</b>:
						 in questo caso non ci deve essere alcun movimento volontario di 
						rotazione per evitare un'emissione di tipo elettrico sul soggetto. 
						Aspettate semplicemente la reazione del pendolo.<br>Se il chakra 
						presenta uno squilibrio legato a quella specifica vibrazione il pendolo 
						reagirà girando, con maggiore o minore intensità a seconda dell'entità 
						dello squilibrio. Annoteremo su un foglio l'esito dell'analisi, ad 
						esempio su una tabella del tipo sotto riportato.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.ilcielodinut.it/images/tabella-chakra.jpg"  width="762" height="325" /><br></div><div><br>Si passeranno in 
						questo modo tutti i chakra, impostando via via i diversi colori sul 
						meridiano elettrico del pendolo. Ci vuole un po' di pazienza perché 
						l'operazione richiede necessariamente un po' di tempo, ma alla fine 
						avremo uno schema ben preciso della situazione del soggetto. Ricordiamo 
						che i chakra hanno una corrispondenza anche con degli apparati fisici, 
						per cui da questa analisi potrà emergere un quadro che corrisponde a 
						disturbi fisici manifesti o in via di apparizione.<br></div><div>
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									</div><div>	</div><div> 							</div><div> 								</div><div>Il risultato esposto in tabella è naturalmente solo un esempio.<br>Esso
						 denota comunque uno squilibrio che si concentra principalmente nel 
						terzo chakra (con probabile presenza di disturbi allo stomaco) e 
						secondariamente nel primo chakra (con disturbi all'apparato genitale). 
						Ma la nostra analisi non ci deve servire per fare una diagnosi di tipo 
						medico (non possiamo in nessun caso sostituirci ad un terapeuta), ma per
						 intraprendere un'azione di tipo vibrazionale ed energetico in modo da 
						riportare l'organismo nel suo insieme ad una condizione di equilibrio, e
						 quindi di benessere.<br></div><div><br></div><div> 							</div><div> 						</div><div> 					</div><div>
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								</div><div>
									</div><div>	</div><div> 							</div><div> 								</div><div><hr></div><div><b>RIPORTARE L'EQUILIBRIO</b><br></div><div>Una
 &nbsp;volta individuate le onde nocive che indeboliscono i chakra è 
 necessario emettere la vibrazione correttiva, con un procedimento del 
 tutto analogo a quello sopra descritto.<br>Con il disegno dei chakra e 
 il testimone sul nostro tavolo, imposteremo il Pendolo Universale PU6 
 sul meridiano magnetico, ricordando anche di cambiare l'impugnatura 
 sulla cordicella, tenendola questa volta sulla tacca intermedia (quella
 &nbsp;corrispondente appunto al meridiano magnetico).<br>Cominceremo dal 
primo &nbsp;chakra, irradiando nel caso dell'esempio la vibrazione Blu in 
fase &nbsp;magnetica, poi quella Nera e poi quella dell'Infrarosso. Per fare 
questo &nbsp;ricordiamo che occorre imprimere VOLONTARIAMENTE al pendolo un 
 movimento di rotazione aspettando poi che si fermi da solo, cosa che 
 avverrà quando il soggetto sarà "saturo" del colore che stiamo 
inviando. &nbsp;Il dito indice della mano sinistra sarà in contatto con il 
primo &nbsp;chakra, mentre il pendolo ruoterà ad un paio di centimetri dalla 
 fotografia del soggetto. Procederemo con tutti i colori evidenziati per
 &nbsp;ciascun chakra dall'analisi precedente, irradiando la corrispondente 
 vibrazione MAGNETICA.<br>Al termine è bene concludere con un'emissione di Verde Positivo Magnetico sulla foto senza specificare alcun chakra.</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:15:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Il Pendolo Universale PU6]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Radiestesia"><![CDATA[Radiestesia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div>Il pendolo universale PU6 &nbsp;è una delle creazioni più importanti nell'ambito della radiestesia per &nbsp;lo studio delle onde di forma. Da anni si sostiene un dibattito fra la &nbsp;radiestesia mentale (quella classica per cui il pendolo "neutro" deve &nbsp;essere guidato da un corretto orientamento mentale) e la radiestesia &nbsp;fisica (quella in cui l'intervento dell'operatore é pressoché nullo). &nbsp;Entrambe queste scienze, o arti per qualcuno, hanno una loro grande &nbsp;validità.</div><div>Occorre però specificare che nella radiestesia fisica si è &nbsp;in un ambito un po' diverso che richiede un misuratore estremamente &nbsp;sensibile; il suo campo di azione può essere definito più correttamente &nbsp;come "fisica micro-vibratoria".</div><div>Sappiamo che ogni cosa (oggetto, persona, animale, pianta, pensiero) emette un'onda di tipo elettromagnetico in funzione principalmente della sua forma e del suo orientamento rispetto al campo magnetico terrestre. Gli studi di André de Belizal ci hanno edotto sul fatto che lo spettro di emissione di una forma può essere tradotto in un "colore", che solo in parte ha a che fare con i colori fisici che abbiamo l'abitudine di vedere con gli occhi.</div><div>I colori fisici sono caratterizzati ciascuno da una frequenza e da una lunghezza d'onda che, rientrando nello spicchio dei nostri sensi, possono essere tradotti in una percezione visiva. Ma al di fuori di questa finestra di percezione esistono altre vibrazioni che pur non essendo visibili hanno una loro concretissima realtà.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ilcielodinut.it/images/PU6_a.jpg"  width="255" height="236" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Possiamo quindi suddividere l'insieme di tutte le emissioni di forma in uno spettro di 12 <i>colori </i>che si raddoppiano se teniamo conto della loro emissione nella fase elettrica e magnetica (si tratta del celebre "equatore" di Jean De La Foye).</div><div>Ricordiamo che in linea di massima i colori in fase elettrica sono nocivi mentre gli stessi colori in fase magnetica sono benefici.</div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilcielodinut.it/images/equatore.jpg"  width="399" height="399" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Partendo dal Nord, grado 0-360, possiamo &nbsp;disporre i "colori" lungo il perimetro di un cerchio che chiameremo &nbsp;equatore. Questa disposizione è fissa e immutabile. Andando in senso &nbsp;orario troviamo sul semicerchio est (a destra) i colori in fase &nbsp;elettrica (verde elettrico positivo - ovvero il verde visibile - blu, &nbsp;indaco, viola, ultravioletto, bianco, verde negativo - invisibile - &nbsp;nero, infrarosso, rosso, arancio, giallo).</div><div>Nel semicerchio ovest (a &nbsp;sinistra), partendo dal basso in corrispondenza dei 180°, troviamo la &nbsp;stessa disposizione dei colori ma questa volta in fase magnetica.</div><div>Ogni &nbsp;forma emette prevalentemente uno di questi "colori", in base appunto &nbsp;alla sua forma e al suo orientamento nello spazio, con conseguenze &nbsp;benefiche o nocive sull'ambiente e sull'uomo a seconda del suo colore e &nbsp;della sua fase.</div><div>E' chiaro quindi che diventa fondamentale riuscire a sapere se un certo oggetto, un mobile, un gioiello etc. emette un'onda di forma benefica o nociva, se il letto in cui dormiamo ogni notte è sottoposto ad un bombardamento di onde invisibili e nocive che con il passare del tempo possono provocare malattie anche gravi.</div><div>Il libro di Jacques La Maya ("La médecine de l'habitat", ediz. Dangles) è impressionante sotto questo profilo e con dati statistici alla mano ci dimostra come più del 50% delle malattie (compresi tumori, infarti, ictus etc.) sono dovute ad emissioni di onde nocive nell'ambiente in cui si vive o si lavora. Naturalmente queste onde nocive non sono dovute soltanto alle forme degli oggetti che ci circondano, ma anche, e in larga misura, da squilibri tellurici (correnti d'acqua sotterranee, faglie, disomogeneità del terreno su cui sorgono gli edifici) e dal crescente e onnipresente inquinamento elettrico (TV, antenne, reti senza fili, forni a microonde, computer, impianti elettrici etc.).</div><div>Il pendolo universale PU6 ci consente di individuare queste onde nocive, definendone inoltre il "colore". Una volta in possesso di questi dati diventa quindi possibile stabilire una strategia di difesa.</div><div>Il pendolo stesso, che oltre ad essere un rilevatore è anche un emettitore, può servire allo scopo: impostando la frequenza voluta (ad esempio il colore di compenso in fase magnetica) è possibile emettere sul soggetto beneficiario o su un suo testimone una potente onda di forma benefica e riequilibratrice. Per l'emissione occorre che l'operatore faccia girare volontariamente il pendolo regolato sulla frequenza prescelta.</div><div>Descrizione del pendolo</div><div>Il pendolo universale PU6 è costituito da una sfera nera in legno del diametro di 6 cm e del peso di circa 90 g. La sfera contiene una "pila magnetica" (una colonna di 6 semisfere impilate) che forma l'asse Nord-Sud e le cui estremità sono connesse ad un'ansa metallica semicircolare.</div><div>La funzione di questa pila è di aumentare considerevolmente le proprietà di emissione del pendolo.</div><div>All'ansa metallica girevole è fissato il cordoncino di sospensione, sul quale sono segnati tre punti di riferimento. Il cordoncino può spostarsi lungo l'ansa metallica in modo da permettere di posizionarsi su qualsiasi punto della sfera.</div><div>L'equatore della sfera (elettromagnetico) e due meridiani posti a 90 gradi l'uno dall'altro (uno elettrico e uno magnetico) sono graduati con una scala di 400 gradi e portano l'indicazione abbreviata delle frequenze radiestesiche dei "colori". L'equatore elettromagnetico è suddiviso in 12 colori, i due meridiani sono suddivisi in 12 colori ciascuno (le fasi elettrica e magnetica sono distribuite ciascuna sul proprio meridiano).</div><div>Sull'equatore esiste inoltre una suddivisione ancora più micrometrica tra il Nero e il Bianco, che rappresenta l'emissione di frequenze particolari, individuate da lettere greche, come indicato nella seguente tabella: </div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.ilcielodinut.it/images/tabella-PU6.jpg"  width="768" height="524" /><br></div><div><br><div>Lo spettro di radiazioni comprese tra il Verde Negativo e il Nero è indicato per trattare tumori, tumescenze etc. Si utilizzeranno soprattutto alfa e beta.</div><div>Lo spettro di radiazioni comprese tra il Verde Negativo e il Bianco è indicato per i casi di tubercolosi e similari. Si utilizzeranno soprattutto omega e ro.</div><div>Le altre frequenze radiestesiche dei colori più conosciuti hanno un campo d'azione che comprende la cromodiagnosi e la cromoterapia.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Utilizzo del pendolo</b></span></div><div>Il pendolo PU6 non necessita di alcun intervento mentale poiché è in grado, di per sé, di inviare diverse forme di energia grazie alle sue molteplici possibilità di regolazione.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.ilcielodinut.it/images/schema-PU6.jpg"  width="600" height="394" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div>L'ansa metallica, così come il punto di attacco del cordoncino di sospensione, devono essere perfettamente centrate sulla frequenza selezionata. Inoltre è opportuno utilizzare correttamente i punti di riferimento per impugnare il pendolo all'altezza corrispondente al tipo di frequenza voluta:</div><div><br></div><div><ul><li><b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;E</b> punto più basso (più vicino al pendolo), riferimento di colore verde, per il meridiano elettrico</li><li><b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;M</b> punto mediano, riferimento di colore giallo, per il meridiano magnetico</li><li><b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;EM</b> punto più alto (più lontano dal pendolo), riferimento di colore blu, per l'equatore elettromagnetico.</li></ul></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Come si è arrivati all'ideazione di questo pendolo?</b></span></div><div>Il punto di partenza che ha condotto all'ideazione e alla realizzazione di questo strumento eccezionale è stato lo studio della sfera, con l'obiettivo di tradurre ciò che era una sensazione radiestesica in una rilevazione il più possibile oggettiva e "fisica".</div><div>E' stata presa una sfera di materiale qualsiasi posta su un supporto in modo che tutte la sua superficie esterna fosse esplorabile; con l'aiuto di un pendolo specifico per individuare la radioattività sono stati trovati tre cerchi che si tagliavano ad angolo retto. Con un altro pendolo, specifico per trovare le polarità, si è constatato che nel punto a Nord si aveva una polarità opposta rispetto al punto a Sud, per cui i tre cerchi potevano essere considerati come un equatore e due meridiani.</div><div>Ciascuno dei due meridiani possedeva un'energia funzionale propria e invariabile, uno emetteva vibrazioni elettriche, l'altro vibrazioni magnetiche.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Studio dei meridiani</b></span></div><div>Esplorando il meridiano elettrico con un pendolo neutro e prendendo successivamente i testimoni dei sette colori dello spettro visibile (rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco e viola) si è visto che questi colori si ripartivano nella metà superiore (ovvero quella sopra l'equatore) con un intervallo regolare (ciascuno alla distanza di un sesto della lunghezza del semicerchio dal colore successivo).</div><div>Il meridiano magnetico, studiato con le stesse modalità, è stato suddiviso nella sua parte superiore in 6 vibrazioni-colore: verde, blu, indaco, viola, ultravioletto, bianco e verde negativo.</div><div>La ripartizione dei due meridiani nella parte superiore non è dunque identica.</div><div>In effetti sul meridiano magnetico scopriamo una frazione dell'invisibile: ultravioletto, bianco e verde negativo.</div><div>Che cosa succede nella parte inferiore dei due meridiani?</div><div>Sul meridiano elettrico troviamo ultravioletto, bianco, verde negativo, nero e infrarosso.</div><div>Sul meridiano magnetico troviamo: giallo, arancio, rosso, infrarosso e nero. La semisfera inferiore dunque manifesta la totalità delle vibrazioni invisibili e in particolare quella che è stata definita Verde Negativo (per il fatto che si colloca sullo spettro all'opposto del verde visibile).</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Studio dell'equatore</b></span></div><div>Sull'equatore della sfera si ritrova la stessa suddivisione in 12 colori, di cui 7 visibili e 5 invisibili. Il Verde Positivo dell'equatore coincide con il Verde Positivo del meridiano magnetico e il Viola dell'equatore coincide con il Viola del meridiano elettrico.</div><div>Sull'equatore i colori emettono nella fase magnetica ed elettrica contemporaneamente; si tratta dunque di un'emissione elettro-magnetica.</div><div>Si potrebbe credere che i colori siano emessi soltanto in corrispondenza di meridiani ed equatore. In realtà ciascun punto della sfera emette una particolare vibrazione e ogni colore percorre lungo la superficie un percorso a spirale che parte dal polo Nord per arrivare fino al polo Sud.</div><div>Il problema del magnetismo terrestre</div><div>Rifacendo lo stesso studio per individuare i colori su una sfera in un diverso momento della giornata ci si accorse che i punti non rimanevano fissi sempre nello stesso punto: i meridiani infatti si spostavano lungo la sfera seguendo il percorso del sole. Una certa graduazione dei colori era dunque valida soltanto per un determinato momento delle 24 ore, il che era veramente un problema per la realizzazione di uno strumento affidabile e sicuro.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.ilcielodinut.it/images/spirale-colori-PU6.jpg"  width="500" height="406" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Per risolvere il problema occorreva quindi "fissare" in modo definitivo sulla sfera i meridiani e l'equatore, ad esempio rompendo l'armonia della forma. Per questo furono inserite due masse metalliche (in rame per evitare di creare una polarità secondaria nella sfera) nell'intersezione tra il meridiano magnetico e l'equatore.</div><div>Per aumentare ancora di più la potenza di emissione del pendolo e stabilizzare nel contempo la sua polarità (che avrebbe potuto invertirsi sotto l'influenza di un campo di onde più potente), esso è stato dotato di una pila radiestesica che rinforza la sua corrente magnetica elevandone la tensione nel rapporto di 1 a 4.</div><div><br></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Il VERDE NEGATIVO</b></div><div>Il Verde Negativo è una vibrazione misteriosa che irradia esattamente tra il Bianco e il Nero e che possiede la caratteristica di far girare in senso negativo (generalmente in senso antiorario) un pendolo neutro sottoposto alla sua azione. Poiché si trova all'opposto del verde visibile sullo spettro, cioè all'opposto del polo positivo Nord della sfera, è stato battezzato da de Bélizal con il nome di Verde Negativo.</div><div>Esso è la vibrazione più corta e la più &nbsp;penetrante dell'Universo e la sua potenza di irradiamento è tale che può &nbsp;attraversare senza problemi delle spesse lastre di piombo, ritenute &nbsp;efficaci persino contro i raggi X.</div><div>Il Verde Negativo non è una vibrazione singola, ma rappresenta un fascio di vibrazioni.</div><div>Il &nbsp;Verde Negativo è l'emissione che mummifica, ovvero che disidrata la &nbsp;materia organica di una cellula viva o morta, e ha la proprietà di &nbsp;distruggere i microorganismi. Il suo irraggiamento è stato sperimentato &nbsp;con successo per distruggere un cancro allo stomaco (emissione &nbsp;effettuata su testimone).</div><div>E' la stessa vibrazione che si ritrova all'interno delle piramidi.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.ilcielodinut.it/images/PU6_b.jpg"  width="354" height="354" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><i>Liberamente tratto e tradotto da "Le Pendule Universel PU-6" <span class="fs11lh1-5">di Bernd Schafer - André de Bélizal - Léon Chaumery - P.A. Morel</span></i></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'Anello di Ra, l'anello che tutti i radiestesisti indossano]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Radiestesia"><![CDATA[Radiestesia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div>L’anello di Ra &nbsp;(anche conosciuto come anello di Atlante, anello di Luxor, anello di &nbsp;Karnac o anello dell’Impunità) è un anello in pietra di Assuan che fu &nbsp;ritrovato dal marchese di Agrain (egittologo francese) durante gli scavi &nbsp;archeologici nella Valle dei Re in Egitto nel 1860, nella tomba di un &nbsp;sacerdote o di un matematico.</div><div>Divenne in seguito proprietà di Howard &nbsp;Carter, l’egittologo inglese che scoprì la tomba di Tutankamon, ed egli &nbsp;stesso dichiarò che il motivo per cui fu l’unico a salvarsi dalla &nbsp;“maledizione del faraone” che uccise in modo misterioso e per lo più &nbsp;improvviso tutti gli altri componenti della spedizione e tutti coloro &nbsp;che in un modo o nell’altro furono coinvolti in in quella scoperta, &nbsp;fosse un amuleto magico che lo aveva protetto. Questo amuleto era &nbsp;proprio il famoso anello di Ra.</div><div>Questo reperto archeologico, vecchio &nbsp;di migliaia di anni, fu addirittura ipotizzato come proveniente dalla &nbsp;mitica civiltà di Atlantide. Di qui l’intenso interesse che questo &nbsp;oggetto ha sempre suscitato.</div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ilcielodinut.it/images/image011.jpg"  width="300" height="85" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div>L’anello, rimasto di proprietà di Howard Carter fino alla sua morte (1939) è ora in possesso del figlio di André De Belizal.André De Belizal fu un radioestesista di &nbsp;grande fama e un pioniere nello studio delle onde di forma, inventore di &nbsp;numerosi strumenti di analisi radiestesica e di emissione radionica &nbsp;(come ad esempio il Pendolo Universale PU6). &nbsp;Fu proprio lui a battezzare l’anello con il nome di “Anello di Luxor”, &nbsp;dopo averlo studiato a fondo sotto il profilo delle emissioni di forma e &nbsp;averne anche aggiunto delle migliorie.</div><div><br></div><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<img class="image-1" src="https://www.ilcielodinut.it/images/image012.jpg"  width="295" height="221" /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<img class="image-2" src="https://www.ilcielodinut.it/images/image018.jpg"  width="286" height="221" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><b><span class="fs11lh1-5">L'autentico anello di Atlantide (</span><span class="fs11lh1-5">Immagini da abradiesthesie.com)</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>E’ curioso notare come la &nbsp;famiglia di De Belizal sia discendente del casato del marchese di &nbsp;Agrain, scopritore dell’anello, come testimoniato dalla lapide sulla &nbsp;tomba di famiglia.</div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.ilcielodinut.it/images/image016.jpg"  width="295" height="222" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>L’anello di Ra è una fedina rotonda sulla quale è incisa una serie di motivi geometrici. Alle estremità delle punte dei triangoli l’anello è perforato da parte a parte e una linea dritta incisa all’interno dell’anello collega questi due fori.</div><div>Occorre aggiungere a questa descrizione sommaria una serie di piccoli dettagli che lo caratterizzano: il rettangolo centrale della decorazione è più alto degli altri, la linea che forma il lato destro di ciascun triangolo prosegue oltre la punta e al centro di uno solo dei due triangoli si trova un foro inciso non passante.</div><div>Naturalmente l’interesse per questo anello dalle proprietà sicuramente particolari fece sì che vennero prodotte delle copie, così da regalare ai proprietari tutte le facoltà “magiche” che esso poteva procurare.</div><div>Per più di 50 anni, però, l’anello originale fu inaccessibile poiché il suo proprietario si rifiutava di lasciarlo fotografare o anche solo di mostrarlo, a tal punto che molti pensarono che l’anello di Ra fosse solo una leggenda. Coloro che decisero di riprodurre l’anello di Ra dovettero servirsi degli schizzi realizzati al momento della sua scoperta nel 1860. Poiché tali schizzi erano imprecisi, gli anelli realizzati su quella base lo erano altrettanto. La maggior parte degli anelli di Ra ancora sul mercato fanno parte di quella serie. Sono realizzati in argento 925 e qualche volta in oro, ma non rispettano numerosi particolari importanti nelle forme e nelle proporzioni.</div><div>Fu soltanto dalla fine degli anni ‘80 che si poté disporre delle foto e delle misure esatte dell’anello originale, ed è a partire da questa documentazione e da diverse sperimentazioni che fu realizzato infine l’anello oggi disponibile in argento puro 999.</div><div>Tutti &nbsp;gli anelli di Ra sul mercato sono ovviamente delle copie, alcune più &nbsp;precise, più somiglianti, realizzate con materiali migliori o fatte &nbsp;meglio di altre. Ma è falso pretendere che un modello in particolare sia &nbsp;“il vero” anello. Tuttavia l’anello che proponiamo è senza dubbio la &nbsp;copia più vicina all’originale, riprodotto nel modo più fedele possibile &nbsp;e con grande attenzione ai suoi più piccoli dettagli, ed è realizzata &nbsp;con il migliore conduttore energetico, ovvero l’argento puro 999. E &nbsp;soprattutto, sia a fronte di sperimentazioni sia con la collaborazione e &nbsp;le testimonianze dei suoi utilizzatori, possiamo affermare che esso è &nbsp;veramente EFFICACE.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Le onde di forma dell'Anello di Ra</b></span></div><div>L’efficacia dell’anello è &nbsp;strettamente legata alle onde di forma che esso emette. Le onde di &nbsp;forma, come dice il nome stesso, sono funzione della sua forma, delle &nbsp;sue esatte proporzioni.</div><div>Chiunque abbia un minimo affrontato &nbsp;l’argomento sa che basta modificare una piccola linea in una forma &nbsp;perché essa cambi il tipo di emissione, che da positiva può trasformarsi &nbsp;in neutra o addirittura in nociva. La forma qui a lato, tanto per fare &nbsp;un esempio, emette Verde Positivo Magnetico, emissione benefica e &nbsp;curativa (non ricorda il triangolo dell’anello di Ra?). Il triangolo è &nbsp;equilatero e isoscele (angoli di 60°).</div><div>Ma se la forma diventa questa, l’emissione diventa Verde Negativo Elettrico, l’emissione più nociva che esista. In questo caso il triangolo è rettangolo, con un angolo di 90° e due di 45°. <span class="fs11lh1-5">E' meglio non giocare con le forme se non si conosce a fondo il loro comportamento…</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<img class="image-4" src="https://www.ilcielodinut.it/images/onde-forma-a1.jpg"  width="200" height="229" /><img class="image-5" src="https://www.ilcielodinut.it/images/ondeforma2b.jpg"  width="214" height="225" /><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Il materiale dell'anello di Ra</b></span></div><div>Per quanto riguarda il &nbsp;materiale con cui è formato l’anello, esso è secondario (nelle onde di &nbsp;forma è la forma che conta), ma non ininfluente.</div><div>L’originale è in &nbsp;pietra di Assuan, materiale omogeneo. Tutte le copie esistenti sono &nbsp;generalmente in metallo (oro o argento) o in legno. Sull’oro non ci sono &nbsp;discussioni, è il materiale nobile per eccellenza e non satura mai. Il &nbsp;suo unico difetto può essere il prezzo…</div><div>L’argento è anch’esso un ottimo materiale, ma l’argento sterling (925) è in realtà una lega che &nbsp;contiene generalmente nichel e rame; il rame è un accumulatore delle &nbsp;energie telluriche, il che riduce considerevolmente gli effetti &nbsp;dell’anello e impone una pulizia energetica regolare.</div><div>Per lo stesso &nbsp;motivo l'anello non deve essere aperto, elemento comodo per adattarne &nbsp;la misura al dito ma che rischia di comprometterne l'efficacia. E' &nbsp;quindi opportuno scegliere la misura giusta scegliendo anche il dito &nbsp;(e la mano) in cui si vorrà portare l’anello.</div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-6" src="https://www.ilcielodinut.it/images/architrave.jpg"  width="958" height="478" /><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Che cosa è la Radiestesia]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Radiestesia"><![CDATA[Radiestesia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><b class="fs18lh1-5">Che cosa è la Radiestesia?</b></div><div> 				 				</div><div> 					</div><div> 						</div><div>	</div><div> 								</div><div> 									</div><div><div>
							</div><div>
								</div><div>
									</div><div><span class="fs11lh1-5">La radiestesia:
						un'arte o una scienza? In queste pagine vogliamo fare un po' di chiarezza su
						questa antica tecnica che anche ai nostri giorni (e forse soprattutto) può
						rivelarsi di estrema utilità.</span><br></div><div>
						
						</div><div>Cercheremo
						di distinguerla dalle pratiche cosiddette "magiche", perché a nostro
						parere la radiestesia affonda le sue radici in fenomeni reali, decifrabili,
						misurabili. E per quanto il dibattito fra radiestesia mentale
						e radiestesia fisica sia ancora più che mai aperto, propendiamo per una
						visione più fisica che mentale, anche se non neghiamo la "realtà" dei
						fenomeni mentali.</div><div>
						
						</div><div>Come sempre ci vuole un giusto equilibrio, ed è bene saper integrare i due
						metodi. </div><div>
						
						Personalmente gli studi di
						André De Belizal, Leon Chaumery e Jean De La Foye ci hanno affascinato. Può
						essere forse che la radiestesia fisica diventerà LA scienza del futuro?<br></div><div>Ciò che rende la radiestesia particolarmente intrigante è il ruolo dell’operatore: lo strumento, infatti, agisce come amplificatore delle percezioni sottili della mente e del corpo. Alcuni ricercatori ipotizzano che il fenomeno sia collegato a micro-movimenti inconsci, mentre altri parlano di una vera e propria sensibilità alle frequenze energetiche.<br></div><div><br></div><div>
								</div><div>
							</div><div>
						
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						</div>
						<div> </div><div>
						</div><div> </div><div>
							</div><div>
								</div><div>
									</div><div><b class="fs14lh1-5">Che cosa si intende con radiestesia fisica
						e con radiestesia mentale </b></div><div>
						
						</div><div>La <b>radiestesia mentale</b> è quella più universalmente
						conosciuta per cui con un pendolo "neutro" (cioè non solo non
						specializzato, ma possibilmente privo di polarità) si pongono delle domande,
						utilizzando oppure no dei quadranti, cercando di tenere a mente l'obiettivo
						della nostra ricerca. In base a riflessi muscolari involontari e inconsapevoli,
						costruiti con esercizi precedenti, il pendolo si muove secondo la nostra
						convenzione mentale (ad esempio la rotazione oraria può significare SI e quella
						antioraria NO, con eventuali sfumature e gradazioni).<br>
						L'utilizzo di quadranti tradizionali come la scala Bovis, o creati da noi per
						il nostro specifico bisogno, permette di quantificare o perfezionare la
						risposta del pendolo che, muovendosi nella direzione di uno dei valori riportati
						sul quadrante, sarà in grado di darci una risposta più precisa.<br>
						La probabilità di errore può essere elevata, anche se si riscontrano numerosi
						successi e risposte stupefacenti per la loro esattezza. Il ruolo dell'operatore
						è fondamentale, e anche il suo stato psicologico nel momento in cui effettua
						l'analisi, e questo è probabilmente il punto più debole della questione.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.ilcielodinut.it/images/radiestesia2.jpg"  width="317" height="360" /><br></div><div><br></div><div>
								</div><div>
							</div><div>
						
						</div><div>
						</div><div> </div><div>
							</div><div>
								</div><div>
									</div><div>La <b>radiestesia fisica</b> parte
 invece dal presupposto che un'emissione generata da un oggetto, un 
luogo, una persona, una situazione, sia univoca e invariabile. 
L'operatore non interviene con un particolare atteggiamento mentale, 
anzi per lo più deve mantenersi neutro. In questo tipo di analisi il 
radiestesista deve utilizzare uno strumento in grado di selezionare 
l'onda ricercata, quindi un rilevatore specializzato. La sua capacità 
personale, a parte l'addestramento nell'uso dello strumento, assume un 
ruolo marginale. Entrano in gioco qui le onde di forma, che sono una 
realtà e non una pura creazione dell'immaginazione.</div><div><br></div><div>
								</div><div>
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						</div><div> </div><div>
							</div><div>
								</div><div>
									</div><div><b class="fs14lh1-5">Che cosa è la radiestesia?</b></div><div>Strettamente
 parlando il nome radiestesia significa “sensibilità alle emissioni”, 
assumendo che oggetti e persone siano caratterizzati da una emissione di
 qualche tipo (presumibilmente elettromagnetica).<br> Ne parleremo più 
avanti in modo più approfondito a proposito delle onde di forma. Grazie 
ad uno strumento, che può essere il pendolino, la bacchetta o il 
biotensor, il radiestesista pone un quesito, che può spaziare in 
qualunque campo del noto o dell’ignoto, e ottiene una risposta. La 
domanda deve essere chiara e concisa e può ottenere soltanto una 
risposta del tipo SI/NO. Ad esempio “Ci sarà il sole domani a Roma?”.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.ilcielodinut.it/images/radiestesia1.jpg"  width="360" height="241" /><br></div><div><br></div><div>
								</div><div>
							</div><div>
						
						</div><div>
						</div><div> </div><div>
						</div><div> </div><div>
							</div><div>
								</div><div>
									</div><div>
						
						</div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Siamo tutti radiestesisti o bisogna
						essere dotati di un dono particolare?</b></span></div><div>
						
						</div><div>
						
						</div><div>Come in
						tutte le cose ci può essere qualcuno più portato di altri verso la pratica
						della radiestesia, ma con un allenamento costante tutti possiamo ottenere delle
						grandi soddisfazioni (e anche delle sorprese stupefacenti) dal nostro
						pendolino.</div><div>
						
						</div><div>L’uso
						del pendolo è un’estensione del senso del tatto, di cui tutti siamo dotati. L’impulso
						al movimento del pendolo deriva dai micro-movimenti dei polpastrelli che
						stringono la cordicella di sospensione. Una persona particolarmente allenata
						potrebbe teoricamente ottenere degli ottimi risultati anche senza pendolo,
						semplicemente osservando e analizzando il movimento quasi impercettibile delle
						dita.</div><div>
						
						</div><div>Una
						volta che abbiamo stabilito razionalmente il nostro codice
						movimento/significato è importante “passare” lo stesso codice al nostro
						subconscio, che in poco tempo saprà quindi tradurre la percezione in movimento
						automatico. Possiamo paragonare questo processo all’imparare a guidare, dove inizialmente
						dobbiamo pensare ogni singola azione e dove dopo qualche tempo diventa tutto
						facile, veloce e automatico. Ma forse l’esempio più calzante è quello
						dell’apprendimento di una nuova lingua: una parola appena imparata dovrà essere
						pensata, poi pronunciata, poi acquisita e resa automatica, fino ad essere
						fluida e facilmente inclusa in una frase. La difficoltà in più è che qui si
						tratta di imparare un linguaggio nuovo con uno strumento nuovo (il pendolo,
						ovvero il nostro senso del tatto).</div><div>
						
						</div><div>Ecco
						perché, come vedremo più avanti, gli esercizi consigliati saranno graduali e si
						passerà dal conosciuto (domande di cui si conosce la risposta) allo sconosciuto
						(domande di cui non si conosce la risposta che però potrà e dovrà essere
						verificata immediatamente) all’ignoto (domande di cui non si può conoscere la
						risposta in altro modo). L’ignoto (ovvero il non noto) è quello per cui stiamo
						lavorando e sviluppando la nostra capacità e la nostra sensibilità
						radiestesica.</div><div>
						
						</div><div> </div><div>
						
						</div><div><br></div><div><div>Una curiosità poco nota è che la radiestesia è stata studiata anche in ambito scientifico e militare, soprattutto nel XX secolo, per la ricerca di acqua e minerali. Inoltre, molti radiestesisti sostengono che con allenamento e metodo chiunque possa sviluppare questa sensibilità.</div>
<div>Tra tradizione, intuizione e ricerca contemporanea, la radiestesia continua ancora oggi a suscitare domande, esperimenti e nuove interpretazioni, rimanendo un ponte affascinante tra conoscenza razionale e percezione intuitiva.</div></div><div>
								</div><div>
							</div><div>
						
						</div><div></div></div><div><br></div><div><br></div></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div style="text-align: start;"><div><div><br></div></div></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Pendolo a Cono Fittizio, scoprire e misurare le frequenze con un tocco]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Radiestesia"><![CDATA[Radiestesia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><b class="fs18lh1-5">Il Pendolo a Cono Fittizio</b></div><div> 				 				</div><div> 					</div><div> 						</div><div>	</div><div> 								</div><div> 									</div><div>Il pendolo a cono fittizio 						 è uno strumento semplificato rispetto al Pendolo Universale PU6, ma &nbsp;						permette anch’esso di rilevare, tradotte in “colori”, le frequenze (sia 						 visibili che invisibili) di tutto ciò che esiste.<br>E’ costituito da &nbsp;						un fusto cilindrico in legno terminante su ciascuna estremità con un &nbsp;						cono. Sul corpo principale sono segnati i riferimenti di tutte le &nbsp;						vibrazioni “colore”.<br>Un disco circolare dalle precise dimensioni può scorrere lungo il fusto.<br>A 						 seconda dell’altezza a cui viene fissato si crea al di sotto di esso un 						 “cono fittizio" con la stessa superficie di base (costituita dal disco &nbsp;						mobile) ma di altezza variabile. Il valore della vibrazione &nbsp;						corrispondente, espresso come colore, si può leggere direttamente sul &nbsp;						fusto graduato all’altezza a cui il disco mobile viene fissato. Anche &nbsp;						questo pendolo consente di determinare l'appartenenza di una certa &nbsp;						vibrazione alla fase elettrica o magnetica, grazie ad un piccolo anello &nbsp;						fissato sul disco circolare che scorre sul fusto: posizionato sulla &nbsp;						faccia superiore rende il pendolo sensibile alle radiazioni in fase &nbsp;						magnetica, posizionato sulla faccia inferiore del disco lo rende &nbsp;						sensibile alla fase elettrica.<br>Nella foto a lato l'anello per la determinazione della fase è posizionato sulla faccia superiore del disco.</div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ilcielodinut.it/images/pendolo_cono_fittizio.jpg"  width="260" height="314" /><br><br><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;">Il 						 pendolo a cono fittizio può anche essere utilizzato come pendolo &nbsp;						neutro, regolando il disco sul Verde+ e impugnando il cordoncino sul &nbsp;						riferimento mediano. In questo caso si comporta come un qualsiasi &nbsp;						pendolo e richiede per il suo utilizzo un corretto orientamento mentale.<br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div> 								</div><div> 							</div><div> 						 						</div><div> 						</div><div> 						 						</div> 						<div> </div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									<hr></div><div>Esso 						 può essere considerato un pendolo da laboratorio e si rivela &nbsp;						particolarmente prezioso per tutte le ricerche e le diagnosi in ambito &nbsp;						biometrico ed anatomico.<br>Questo pendolo agisce come separatore di &nbsp;						onde a seconda del punto del cordoncino di sospensione in cui viene &nbsp;						impugnato. Sul cordoncino sono segnati infatti tre riferimenti:<br></div><div><br></div><div data-line-height="2"><ul><li>il 						 primo riferimento in basso (riferimento verde, più vicino al pendolo) &nbsp;						corrisponde alla regolazione per le misure in biometria e per le misure &nbsp;						dell’onda astrale.</li><li><span class="fs11lh1-5">Il 						 secondo riferimento (quello giallo, centrale) è sensibile in &nbsp;						particolare alle onde di forma, ed è quindi da utilizzare per l’analisi &nbsp;						di oggetti, luoghi, cibi etc.</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Il 						 terzo riferimento (riferimento blu, quello più distante dal pendolo) è &nbsp;						sensibile esclusivamente alle emissioni dei colori visibili.</span></li></ul></div><div></div><div><br>Ogni 						 tipologia di onda può essere così facilmente selezionata e il pendolo &nbsp;						reagirà soltanto sull’onda sulla quale è regolato, oppure reagirà molto &nbsp;						debolmente sugli altri tipi di onda in confronto ai movimenti netti e &nbsp;						decisi corrispondenti alle regolazioni impostate.</div><div><br></div><div> 							</div><div> 						</div><div><hr></div><div> 								</div><div> 							</div><div> 						 						</div><div> 						</div><div> 						 						</div> 						<div> </div><div> 						</div><div> </div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><b class="fs14lh1-5">Ricerca di onde nocive</b><br></div><div>Se si desidera ricercare le onde nocive, si posizionerà il disco scorrevole come segue:</div><div><br></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">per le correnti d’acqua sotterranee, V-</span><wbr class="fs11lh1-5 cb1"><span class="fs11lh1-5"> (verde negativo) sull’estremità inferiore;</span></li><li><span class="fs11lh1-5">per le faglie o le cavità sotterranee, V-</span><wbr class="fs11lh1-5 cb1"><span class="fs11lh1-5"> (Verde negativo) sull’estremità superiore;</span></li></ul></div><div></div><div data-line-height="1.5"><br>Se &nbsp;&nbsp;la ricerca si effettua per un luogo, il cordoncino sarà impugnato sul &nbsp;&nbsp;riferimento intermedio (riferimento giallo, corrispondente alle onde di forma).</div><div data-line-height="1.5">Se la &nbsp;ricerca si effettua su una persona (o un suo testimone) &nbsp;per verificare &nbsp;la loro impregnazione di tali onde, il cordoncino sarà &nbsp;impugnato sul &nbsp;riferimento inferiore (riferimento verde, corrispondente &nbsp;alle onde &nbsp;biometriche).</div><div data-line-height="1.5"><br></div><div data-line-height="1.5" data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilcielodinut.it/images/conofittizio1.jpg"  width="200" height="440" /><br></div><div data-line-height="1.5"><br></div><div><br></div><div><b>NOTA: &nbsp;il colore della tacca di riferimento è puramente indicativo. Ciò che &nbsp;conta non è il colore del segnalino ma la sua posizione sul cordoncino &nbsp;di sospensione.</b><br></div><div><b><br></b></div><div><b><br></b></div><div> 								</div><div> 							</div><div> 						 						</div><div> 						</div><div> 						 						</div> 						<div> </div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><span class="fs14lh1-5"><b>La vibrazione personale</b></span></div><div>Le &nbsp;particolari caratteristiche di questo pendolo permettono di determinare &nbsp;l’onda propria di una persona, vale a dire l’onda “personale”, &nbsp;l’impregnazione astrale che segue ciascun essere dalla nascita alla &nbsp;morte. Attenzione, questo colore non ha niente a che vedere con i colori &nbsp;dell'aura.<br></div><div>Accordandosi &nbsp;su questa onda si hanno molte più possibilità di non sbagliare nelle &nbsp;rilevazioni effettuate con questo pendolo colorimetrico. <br></div><div><br></div><div>Se &nbsp;ad esempio vogliamo ricercare la disarmonia di un organo con il &nbsp;principio dei colori, occorrerà innanzitutto ricercare l'onda personale. &nbsp;Passando poi in rassegna i vari organi avremo un'indicazione precisa di &nbsp;quelli che presentano qualche anomalia perché non reagiranno a questo &nbsp;colore.</div></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div style="text-align: start;"><div><div><br></div></div></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Pendolo di Thot, uno strumento di cui non si può fare a meno]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Radiestesia"><![CDATA[Radiestesia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><b class="fs18lh1-5">Il Pendolo Egizio o pendolo di Thot</b></div><div> 				 				</div><div> 					</div><div> 						</div><div>	</div><div> 								</div><div> 									</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Scoperto &nbsp;&nbsp;in un sarcofago della Valle dei Re, questo pendolo è la prova evidente &nbsp;&nbsp;che gli egiziani dei tempi dei faraoni conoscevano e praticavano la &nbsp;&nbsp;radiestesia. Esso è in gres e ha un peso di circa 22 g. Il suo profilo &nbsp;&nbsp;affusolato nel più classico stile egizio dell’epoca, sembra essere &nbsp;stato &nbsp;calcolato per dotare lo strumento di una sensibilità estesa e &nbsp;precisa, &nbsp;in campi che probabilmente vanno oltre i nostri ambiti di &nbsp;ricerca &nbsp;attuali.</div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.ilcielodinut.it/images/pendolo_thoth2.jpg"  width="379" height="311" /><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i>Pendolo di Thoth originale,attualmente</i></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i>i</i><i>n possesso </i><i>della famiglia De Belizal </i></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i>(foto tratta da dowsingwork.com)</i></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i><br></i></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5">Questo pendolo, e anche le sue esatte riproduzioni, grazie &nbsp;alla sua forma si sintonizza naturalmente con tutti gli elementi di &nbsp;Mendeleiev, anche con quelli che sono stati identificati solo di &nbsp;recente.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5">Lo spettro di emissione di questo pendolo è molto particolare:</span><br></div><div data-line-height="2" style="text-align: start;"><ul><li><span class="fs11lh1-5">orientato a Nord esso emette il verde negativo</span></li><li><span class="fs11lh1-5">orientato a Sud emette il verde positivo</span></li><li><span class="fs11lh1-5">orientato a Est emette il rosso</span></li><li><span class="fs11lh1-5">orientato a Ovest emette il viola</span></li></ul></div><div style="text-align: start;"><br><span class="fs11lh1-5">ovvero &nbsp;emette in maniera opposta agli altri pendoli, il che denota le specialissime qualità di questo oggetto, dovute alle sue forme calcolate con estrema precisione dai suoi lontani inventori.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div style="text-align: start;"><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.ilcielodinut.it/images/thot1.jpg"  width="224" height="224" /><b><br></b></div><div><b><br></b></div><div><b><br></b></div><div><b class="fs14lh1-5">Sensibilità alla radioattività</b></div><div>Esso è &nbsp;sensibile alle diverse emissioni &nbsp;radioattive, senza nessun orientamento &nbsp;mentale particolare. Se viene &nbsp;presentato su una provetta riempita con &nbsp;acetato di uranio (elemento che &nbsp;emette raggi gamma) il pendolo di Thoth &nbsp;reagisce vigorosamente. Questa &nbsp;particolarità facilita la ricerca dei &nbsp;minerali radioattivi nel suolo, &nbsp;come l’uranio, e l’individuazione della &nbsp;radioattività ambientale &nbsp;accumulata, anche nella sua fase magnetica, &nbsp;praticamente non &nbsp;individuabile neanche con i rilevatori Geiger.<br>Di &nbsp;conseguenza, &nbsp;riunisce in sé tutte le qualità e le condizioni necessarie &nbsp;per la &nbsp;rilevazione delle onde telluriche nocive, sempre senza alcuna &nbsp;&nbsp;regolazione particolare. 								</div><div><br></div><div> 							</div><div> 						 						</div><div> 						</div><div> </div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><b class="fs14lh1-5">Utilizzo in biometria</b></div><div>In biometria questo pendolo dà l’onda astrale 						 personale e il ritmo vibratorio di base di ciascun individuo. Possiede &nbsp;						un’affinità particolare e una grande sensibilità per tutte le ricerche &nbsp;						biometriche, sul soggetto stesso o sul suo testimone, e per ogni tipo di 						 rilevazione e misura.<br> 								</div><div><br></div><div> 							</div><div> 						 						</div><div> 						</div><div> </div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><b class="fs14lh1-5">Ricerche mentali e astratte</b><br></div><div>Accordato su un particolare orientamento &nbsp;						mentale, questo pendolo diventa un testimone perfetto dell’oggetto della 						 ricerca con risposte chiare e nette. Sembra addirittura che sia stato &nbsp;						creato per questo utilizzo tanto è sensibile.</div><div><br></div><div><div><b class="fs14lh1-5">Pendolo emettitore</b></div><div>Arriviamo &nbsp;&nbsp;infine ad uno degli utilizzi più stupefacenti di questo pendolo. Se lo &nbsp;&nbsp;si fa girare volontariamente il pendolo di Thot emette un’onda &nbsp;portante &nbsp;“verde negativo” che permette di caricare per impregnazione un &nbsp;foglio di &nbsp;carta, un oggetto, dell’acqua etc. con le onde proprie di un &nbsp;dato &nbsp;prodotto, o anche di un’influenza astratta, di un pensiero, di &nbsp;una &nbsp;forma, di un colore.<br>Facendo semplicemente girare il pendolo in &nbsp;senso &nbsp;inverso rispetto a quello utilizzato per la carica, è possibile &nbsp;&nbsp;disimpregnare la carta, l’acqua o l’oggetto dell’influenza di cui erano &nbsp;&nbsp;stati caricati.<br>Normalmente il senso di carica è quello orario e quello di disimpregnazione è l’inverso.<br><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><b>Nonostante questo il pendolo di Thot rimane neutro indefinitamente!<br></b></div><div><br>Sappiamo &nbsp;&nbsp;che la maggior parte dei pendoli ordinari (ad esclusione di quelli al &nbsp;&nbsp;mercurio) si impregnano nel corso delle ricerche e devono essere &nbsp;&nbsp;disimpregnati dopo aver lavorato su oggetti molto “radianti”. Questi &nbsp;&nbsp;pendoli si impregnano altresì dell’onda personale dell’operatore, con &nbsp;lo &nbsp;sguardo, con la manipolazione etc. Ebbene, pur essendo molto &nbsp;sensibile &nbsp;ed emettitore, il pendolo egiziano non si impregna delle &nbsp;ricerche fatte &nbsp;in precedenza né di altri tipi di emissioni e non &nbsp;richiede a questo &nbsp;proposito alcuna precauzione speciale.<br>Ciò non gli &nbsp;impedisce comunque &nbsp;di adattarsi sempre meglio al suo proprietario, di &nbsp;cui sembra &nbsp;amplificare progressivamente la sensibilità, anche per &nbsp;ricerche &nbsp;inabituali o considerate difficili fino a quel momento.</div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><i><span class="fs11lh1-5"><br></span></i></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><i><span class="fs11lh1-5">Liberamente tratto e tradotto da “Introduction à la Phisique Radiesthésique et Micro-</span><wbr><span class="fs11lh1-5">Vibratoire”</span></i></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><i><span class="fs11lh1-5">di André de Bélizal e P.A. Morel</span></i></div><div class="imTACenter"><br></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></div><div><br></div><div><div><b class="fs14lh1-5">Come impregnare un oggetto di un'onda particolare</b></div><div><span class="fs11lh1-5">Si prenda il &nbsp;testimone del prodotto di cui si desidera trasmettere l’onda, o il &nbsp;prodotto stesso. Ad esempio un colore, un medicamento, una vitamina, un &nbsp;pensiero beneaugurate scritto su un foglietto (la fantasia si può &nbsp;scatenare…). Si sospenda il pendolo di Thot al di sopra e lo si faccia &nbsp;girare in senso antiorario, pensando o pronunciando il comando &nbsp;“impregnazione”. La durata è di qualche minuto, ma sarà il pendolo &nbsp;stesso a fermarsi quando sarà “saturo”.</span><br><span class="fs11lh1-5">Prendere il testimone del soggetto beneficiario o l’oggetto che si desidera caricare.</span><br><span class="fs11lh1-5">Sospendere &nbsp;al di sopra il pendolo di Thot e pensare o pronunciare il comando &nbsp;“emissione” oppure “carica”. Il pendolo comincerà a ruotare in senso &nbsp;orario. Anche qui qualche minuto sarà sufficiente, ma sarà il pendolo a tornare ad un &nbsp;movimento oscillatorio quando la carica sarà completa.</span><br><span class="fs11lh1-5">Al termine pensate o pronunciate il comando “neutro” per scaricare dal pendolo ogni carica residua.</span><br></div><div><br><span class="fs11lh1-5">Non è più difficile di così…</span><br><span class="fs11lh1-5">Buon lavoro!</span></div></div><div><br></div></div></div></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div style="text-align: start;"><div><div><br></div></div></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I Quadranti radiestesici]]></title>
			<author><![CDATA[PaolaNut]]></author>
			<category domain="https://www.ilcielodinut.it/blog/index.php?category=Radiestesia"><![CDATA[Radiestesia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><b class="fs18lh1-5">I Quadranti Radiestesici</b></div><div> 				 				</div><div> 					</div><div> 						</div><div>	</div><div> 								</div><div> 									</div><div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><span class="fs11lh1-5">I &nbsp;quadranti utilizzabili in radiestesia sono &nbsp;moltissimi, alcuni molto &nbsp;specifici, altri di utilizzo generale. Nulla &nbsp;vieta di costruirsi da sé i &nbsp;propri quadranti per un uso particolare. In &nbsp;linea di massima la regola &nbsp;che consigliamo è di realizzare dei quadranti &nbsp;semicircolari perché più &nbsp;comodi e pratici per un uso con il pendolo, ma &nbsp;esistono quadranti &nbsp;circolari e lineari altrettanto validi. In fondo è &nbsp;una questione di &nbsp;abitudine.</span><br></div><div><div>I quadranti possono essere utilizzati per &nbsp;ottenere &nbsp;risposte più dettagliate alle nostre domande, per definire una &nbsp;&nbsp;quantità, per stabilire un intervallo di tempo, per valutare il tasso &nbsp;&nbsp;vibratorio di qualcuno o di qualcosa. Oppure, come nel caso &nbsp;&nbsp;dell'equatore De La Foye, per determinare il "colore" vibratorio di una &nbsp;&nbsp;forma.<br>Proponiamo i quadranti di uso più comune e quelli che &nbsp;possono &nbsp;servire più frequentemente: il quadrante per la misura in unità &nbsp;Bovis e &nbsp;l'equatore di Jean De La Foye. Forniamo inoltre un quadrante &nbsp;generico su &nbsp;scala 0-<wbr>100 che può essere utile per numerose misurazioni (ad esempio misure in percentuale). <br></div><div> 								</div><div> 							</div><div> 						 						</div><div> 						</div><div> </div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									<hr></div><div><b class="fs14lh1-5">Nota Utile</b></div><div>Molto 						 spesso i quadranti richiedono di essere orientati verso il Nord &nbsp;						magnetico. Per rendere i quadranti indipendenti dal Nord magnetico &nbsp;						(quello indicato dalla bussola), e facilitare quindi il lavoro, è &nbsp;						sufficiente disegnare al di sopra del grafico un cerchio di diametro 12 &nbsp;						mm o 60 mm, testimone del Nord. <br>Per gli altri punti cardinali le misure sono le seguenti:<br><br>Est cerchio diametro 50 mm;<br>Sud cerchio diametro 40 mm;<br>Ovest cerchio diametro 30 mm.<br><br>Alcuni quadranti non richiedono un orientamento particolare, ma nel dubbio non esitate a tracciare il cerchio corrispondente.<br></div><div><i>(fonte: "Ondes de formes et énergies" Editions et Laboratoires SERVRANX).</i></div><div><i><br></i></div><div><i><br></i></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ilcielodinut.it/images/quadranti.jpg"  width="269" height="270" /><i><br></i></div><div><i><br></i></div><div><hr></div><div> 								</div><div> 							</div><div> 						 						</div><div> 						</div><div> </div><div> 							</div><div> 								</div><div> 									</div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Nord magnetico e Nord geografico</b></span></div><div>A proposito di questo discorso ci sembra importante puntualizzare la differenza tra Nord Magnetico e Nord Geografico.</div><div>Il &nbsp;&nbsp;nord rilevato dalla bussola è il Nord Magnetico. Il Nord Geografico &nbsp;&nbsp;invece dipende dalla localizzazione (longitudine e latitudine) del &nbsp;punto &nbsp;della Terra considerato e dal momento (cioè l'anno considerato). &nbsp;La &nbsp;differenza angolare tra i due Nord si chiama declinazione magnetica. &nbsp;Il &nbsp;nord geografico dipende dalla rotazione della Terra, il nord &nbsp;magnetico &nbsp;dipende dalla presenza di un campo magnetico, per quanto &nbsp;anch'esso &nbsp;generato dalla rotazione terrestre. Il Nord geografico è il &nbsp;punto di &nbsp;incontro (virtuale) tra l'asse di rotazione e la superficie &nbsp;della terra. &nbsp;Questo varia in continuazione perché l'asse di rotazione &nbsp;cambia a causa &nbsp;di continue perturbazioni di vario tipo. In realtà anche &nbsp;il nord &nbsp;magnetico, per le stesse ragioni, subisce piccole variazioni &nbsp;da un luogo &nbsp;all'altro e da un momento all'altro.</div><div>Le &nbsp;carte geografiche riportano &nbsp;il Nord Geografico, localizzato idealmente &nbsp;al Polo Nord. Il Nord &nbsp;Magnetico, che rappresenta non un punto ma una &nbsp;zona piuttosto vasta dove &nbsp;convergono le linee di forza del campo &nbsp;magnetico terrestre, si sposta &nbsp;di circa 10 km all'anno, e nel 2005 era &nbsp;alla longitudine di 104°W (verso &nbsp;il Canada), quindi oltre 1300 km a &nbsp;ovest del nord geografico.</div><div>Più &nbsp;ci &nbsp;si avvicina ai Poli più è grande la differenza tra il nord &nbsp;geografico e &nbsp;il nord magnetico, dove quest'ultimo andrebbe corretto con &nbsp;la &nbsp;declinazione magnetica per ottenere il nord geografico &nbsp;corrispondente. &nbsp;In realtà per l'Italia la declinazione magnetica &nbsp;(occidentale o &nbsp;negativa, quindi in sottrazione rispetto al Nord &nbsp;geografico) è di circa &nbsp;1-<wbr>2 gradi, a &nbsp;seconda della località, per cui può essere trascurata a &nbsp;meno che non &nbsp;si debbano fare misure di grande precisione. Ogni anno la &nbsp;declinazione &nbsp;magnetica diminuisce di 7 primi di grado.</div><div>Rispetto &nbsp;a &nbsp;quale dei due devo scegliere l'orientamento per le rilevazioni &nbsp;&nbsp;radiestesiche? Trattandosi di emissioni elettromagnetiche, naturalmente &nbsp;&nbsp;il Nord magnetico, ovvero quello indicato dalla bussola. Attenzione &nbsp;&nbsp;perché perturbazioni magnetiche nel luogo di rilevazione (presenza di &nbsp;&nbsp;apparecchi elettromagnetici, forni a microonde, impianti hi-<wbr>fi, Tv, magneti e calamite etc) possono creare qualche difficoltà nell'individuare il corretto Nord magnetico.</div></div></div></div><div><br></div><div><div><br><hr></div><div><br></div></div><div><div>Il principio dei quadranti è semplice ma sorprendente: mentre il pendolo reagisce alle percezioni sottili dell’operatore, il quadrante offre una “mappa” attraverso cui queste informazioni possono essere interpretate. In questo modo si possono ottenere risposte più dettagliate rispetto al classico sì/no.</div> <div>Una curiosità interessante è che alcuni radiestesisti creano quadranti personalizzati per ricerche specifiche, come l’analisi energetica degli ambienti, il benessere personale o la valutazione di compatibilità tra elementi. Con il tempo e la pratica, i quadranti diventano veri e propri strumenti di dialogo tra intuizione, concentrazione e sensibilità energetica.</div></div><div><br></div><div><hr></div><div><div>
							</div><div>
								</div><div>
									</div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Il quadrante Bovis</b></span></div><div>Il quadrante Bovis permette di 
						misurare la "vibrazione" di un luogo, di un essere vivente o di un 
						oggetto in base alla convenzione più utilizzata in radiestesia: le 
						"unità Bovis". <br>Il quadrante originale è in forma di righello 
						orizzontale, ma è stato in seguito trasformato in semicerchio, forma più
						 logica e pratica per un utilizzo con il pendolo.</div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilcielodinut.it/images/bovis.jpg"  width="381" height="260" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>nota</b></span></div><div data-line-height="1.5">Spesso
 i risultati &nbsp;sono diversi a seconda della persona che effettua la 
misura a causa &nbsp;della mancanza di riferimenti comuni. Si tratta quindi 
di una misura &nbsp;relativa, e non assoluta: vale esclusivamente per chi 
misura! Chi misura &nbsp;avrà comunque dei valori costanti e attendibili, per
 cui potrà fare &nbsp;tranquillamente tutte le sue valutazioni. Naturalmente 
più persone &nbsp;possono essere, per così dire, tarate in maniera simile ed 
ottenere &nbsp;valori analoghi.<br></div><div></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Come si usa</b></span></div><div>Si lancia il &nbsp;pendolo da sinistra a destra, sulla linea del punto Zero, e si chiede: &nbsp;"Qual è la vibrazione in unità Bovis di (<i>questa persona,</i> <i>questa stanza, il luogo preciso in cui mi trovo, questa pianta, questa musica, questo oggetto...</i>). <br>Il pendolo si muoverà verso il valore corrispondente. <br><br>Per l'essere vivente gli studi di Bovis hanno stabilito che il tasso vibratorio normale si situa tra le 6.500 e le 9.000 unità.<br>Attenzione:
 &nbsp;lo scopo non è ottenere il tasso vibratorio più elevato possibile (il 
 meglio è nemico del bene...). Per stabilire se un luogo o un oggetto 
 sono positivi per noi si ricercherà in generale un tasso vibratorio 
 leggermente superiore al proprio tasso medio.<br>Il Biometro di Bovis è uno strumento di misura indispensabile per chi studia le bio-<wbr>energie.
 &nbsp;Esso è suddiviso in quattro zone: da 0 a 6.500 unità, da 6.500 a 
 10.000, da 10.000 a 14.000 e da 14.000 a 18.000 unità Bovis. 
 Naturalmente il grafico può essere esteso fino a valori di 36.00-<wbr>40.000 unità e anche di più, adatti per la misura di oggetti (ad esempio l'anello di Atlante) e luoghi (ad esempio la chiesetta di Avenas nel Beaujolais) particolarmente radianti.<br>Nella
 &nbsp;scala Bovis il riferimento di base è di 6.500 unità, misura media 
 dell'essere umano in buona salute. Qualunque misura inferiore indica 
una perdita di energia, qualunque misura superiore, entro i limiti 
ricordati sopra, indica un guadagno, una &nbsp;riserva di energia.</div><div></div><div><br></div><div>
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									<hr></div><div><b>Esistono tre "riferimenti/settori" vibratori:</b><br></div><div data-line-height="2"><ul><li><b>1° Settore</b>:
 &nbsp;settore fisico, che va da 0 a 10.000 unità, che darà l'intensità di un
 &nbsp;luogo la cui vibrazione avrà un effetto sul fisico dell'essere umano.<br></li><li><b>2° Settore</b>:
 &nbsp;settore energetico; si supera il concetto di Bovis e si penetra nel 
 campo del mondo energetico, chiamato anche corpo eterico. Questo 
settore &nbsp;va da 10.000 a 14.000 unità.<br></li><li><b>3° Settore</b>:
 settore spirituale; &nbsp;si penetra sottilmente nel campo spirituale e in 
un universo esoterico &nbsp;che può essere misurato nei luoghi sacri. <br></li></ul><br>Il
 Tasso Vibratorio corrisponde ad una intensità &nbsp;energetica, vale a dire 
ad uno scambio tra i diversi elementi di tutto &nbsp;ciò che esiste. Noi 
siamo composti di energia densa e viviamo in un &nbsp;"bagno" di energia. 
Esiste un'interazione permanente tra questi diversi &nbsp;tipi di vibrazione.
 Nell'universo e su questo pianeta nulla è "neutro", &nbsp;tutto agisce su 
tutto; l'individualismo energetico non esiste, e questo è &nbsp;il motivo per
 cui qualunque nostra azione, quale che sia la sua forma, &nbsp;agisce e a 
volte modifica ciò che ci circonda.</div></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2" data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.ilcielodinut.it/images/bovis1.jpg"  width="641" height="202" /><br></div><div data-line-height="2"><div data-text-align="center" class="imTACenter">Il righello Bovis originario<br></div><div><br></div><div data-text-align="end" style="text-align: end;"><i>alcuni testi e figure sono tratti e tradotti da<br>neoconscienceblog.wordpress.com</i></div></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><hr></div><div data-line-height="2"><div><b><span class="fs14lh1-5">L'Equatore di Jean de la Foye</span></b></div><div>L'Equatore di Jean De La Foye, o Quadrante 
						Universale, è uno strumento di radiestesia estremamente utile e 
						interessante per tutte le analisi radiestesiche.<br>Ciascun oggetto, 
						essere vivente, pianta, rimedio emette una vibrazione che può essere 
						codificata con una lunghezza d'onda, e quindi con un "colore", che si 
						esprime in una fase elettrica oppure magnetica. In linea generale la 
						fase elettrica è nociva mentre quella magnetica è benefica.<br>Con il 
						quadrante universale è possibile scoprire quale tipo di emissione 
						caratterizza un certo oggetto, o cibo, o persona. Vediamo come è 
						possibile costruirlo ed utilizzarlo.<br></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.ilcielodinut.it/images/quadrante-universalep.jpg"  width="250" height="334" /><br></div><div><br></div><div><div>
							</div><div>
								</div><div>Ciascuno di questi colori compare due volte sul quadrante, una 
volta sul lato elettrico e un'altra volta sul lato magnetico.<br>Il 
 quadrante universale permette di codificare tutto ciò che viene 
 percepito in ambito vibratorio. Durante un'analisi radiestesica, ad 
 esempio, con un qualsiasi pendolo, il testimone da misurare viene posto
 a &nbsp;sud, sotto il punto 180°, in una zona esterna al quadrante che 
 chiameremo "zona testimone".<br>Una lancetta in rame fissata nel centro
 &nbsp;viene spostata lungo la circonferenza, in corrispondenza di ciascun 
 colore, sia in fase elettrica che in fase magnetica.<br>Il pendolo reagisce (ovvero si muove) sul testimone quando la lancetta passa sul colore che corrisponde alla sua emissione.
								</div><div>
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							</div><div>
								</div><div>
									</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.ilcielodinut.it/images/tabella-deLaFoye.jpg"  width="426" height="559" /><br></div><div>
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									</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Come realizzare il proprio quadrante universale</b></span></div><div>Stampate
 il quadrante di De la Foye ed eventualmente ingranditelo fino a fargli 
raggiungere un diametro da &nbsp;21 a 27 cm. Incollate la copia del quadrante
 universale su un cartoncino &nbsp;spesso o su una tavoletta di compensato, 
avendo cura di collocare al di &nbsp;sopra dell'asse Nord-<wbr>Sud un cerchio
 (diametro di 12 mm o 60 mm). Grazie ad esso non dovrete più orientare 
il vostro quadrante, che altrimenti dovrebbe essere orientato a Nord.<br>Sistemate
 &nbsp;al centro del cerchio un'astina rigida non ferrosa (meglio se in rame)
 &nbsp;della lunghezza del raggio del cerchio. Fungerà da lancetta. Può 
essere &nbsp;un'astina piegata a L, la cui parte più corta sarà inserita in 
un foro, &nbsp;passante da parte a parte, al centro del cerchio.<br></div><div>
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									</div><div>	</div><div> 							</div><div> 								</div><div>Come fare la misura</div><div data-line-height="1.5">Per realizzare una misura vibratoria di un oggetto o di un testimone procederete in questo modo:<br><br><ol><li>Cominciate
 a percepire le reazioni del vostro quadrante, senza &nbsp;testimoni. Tenete 
un pendolo leggero sospeso sopra il punto dove sarà &nbsp;messo il testimone 
(a sud del grado 180°, in una zona esterna al &nbsp;quadrante). Quando la 
lancetta è sul V+, a nord o a sud, otterrete un &nbsp;movimento alternato (3 o
 4 giri in un senso e poi nell'altro senso). &nbsp;Spostate la lancetta verso
 destra, nella fase elettrica, terra. Il &nbsp;pendolo sospeso sopra la zona 
testimone (ancora vuota per il momento), &nbsp;girerà in senso antiorario. 
Spostate la lancetta a sinistra, nella parte &nbsp;magnetica, cosmo: il 
vostro pendolo girerà in senso opposto, ovvero in &nbsp;senso orario.<br></li><li>Sospendete
 ora il pendolo davanti alla lancetta, che &nbsp;è nella zona sinistra del 
quadrante: girerà in senso negativo &nbsp;(antiorario). Se la lancetta è 
invece nella parte destra con il pendolo &nbsp;davanti, il pendolo girerà in 
senso orario, mentre, come abbiamo visto, &nbsp;con questa posizione della 
lancetta il pendolo sospeso sulla "zona testimone" girava in senso 
antiorario.<br></li><li>Collocate il 
vostro &nbsp;testimone nella "zona testimone", ovvero a sud del quadrante 
sotto il &nbsp;V+, in corrispondenza dei 180°. Sospendete il pendolo sul 
testimone, poi &nbsp;fate ruotare lentamente la lancetta sulla circonferenza e
 aspettate una &nbsp;reazione del pendolo: esso comincerà a ruotare quando si
 verificherà &nbsp;una corrispondenza, quindi una risonanza, tra la 
vibrazione-<wbr>colore &nbsp;selezionata e 
l'emissione vibratoria del testimone (ad esempio per un &nbsp;testimone aceto
 otterrete una reazione del pendolo quando la lancetta &nbsp;passerà su IR, 
infrarosso).<br></li></ol></div><div> 							</div><div> 						</div><div>
								</div><div>
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						</div>
						<div> </div><div>
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									</div><div><b><br></b></div><div><b class="fs14lh1-5">Esempio di risultati</b><br></div><div>Per
 frutta e verdura trattate con prodotti chimici si avrà la reazione che 
segnala l'inquinamento con la lancetta nel semicerchio elettrico (e con 
una rotazione antioraria), spesso tra infrarosso e arancione.<br></div><div><br></div><div data-line-height="2"><ul><li>I
 prodotti che sono stati conservati in luoghi inquinati da un punto di 
vista tellurico avranno una reazione con la lancetta su UVE 
(ultravioletto elettrico).</li><li>La radioattività si manifesta con il NE (nero elettrico).</li><li>Sui
 prodotti biologici otterremo una neutralità (assenza di reazioni), o in
 certi casi una reazione sul ViM (viola magnetico, semicerchio a 
sinistra).</li><li>Le verdure prodotte in
 una coltivazione biodinamica danno reazioni su più colori in fase 
magnetica, tra cui Blu, Giallo e Verde+.</li><li>Il
 testimone di una persona in buona salute darà una reazione tra 45° e 
55° in fase elettrica e tra 220° e 225° in fase magnetica. Se si ottiene
 una reazione del pendolo tra 55° e 105° significa che esiste qualche 
anomalia, e potremo trovare in fase magnetica una reazione sul colore (e
 quindi sulla frequenza) che può apportare una correzione. In questo 
caso è molto facile con il Pendolo Universale PU6 emettere sul testimone
 della persona la vibrazione correttiva identificata e riportare 
l'armonia e l'equilibrio.</li><li>Le infezioni e la febbre danno una reazione intorno al Rosso.</li><li>Le persone stressate o angosciate daranno una reazione su UVE (ultravioletto elettrico) e sul Giallo.</li></ul></div><div><br></div><div>Testando
 nello stesso modo diversi rimedi, anche omeopatici, potrete scegliere 
quello che comporta l'emissione di colore più adatta, generalmente 
quella opposta a quella rilevata per il problema. Quindi, problema che 
evidenzia un "colore" in fase elettrica =&gt; rimedio utilizzando il 
"colore" opposto in fase magnetica.<br><br></div><div data-text-align="end" style="text-align: end;"><i>tratto e liberamente tradotto da Prosantel.ne</i>t</div><div>
								</div><div>
							</div><div>
						
						</div><div></div></div></div><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><blockquote><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div style="text-align: start;"><div><div><br></div></div></div></div></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:29:00 GMT</pubDate>
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